L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 12 agosto 2019

Tutto è iniziato da Siri, il fanfulla non ha mai digerito che il suo uomo fosse allontanato dal governo

Estate calda e autunno bollente per l’Italia

12 Agosto 2019 - 09:00 

Sono stati tanti, forse troppi, i punti di divisione fra le due anime della maggioranza a cominciare proprio dai provvedimenti più importanti che riguardano la finanza pubblica come Flat tax e reddito di cittadinanza

La Lega di Matteo Salvini ha ufficialmente aperto la crisi di governo in Italia.

Con queste premesse si prospetta un autunno molto difficile per il Belpaese, attesa al fatidico test della Legge di Bilancio 2020 in un momento in cui le forze politiche che compongono il governo non sono riuscite a trovare la sintonia che sarebbe servita al Paese.

Sono stati tanti, forse troppi, i punti di divisione fra le due anime della maggioranza a cominciare proprio dai provvedimenti più importanti che riguardano la finanza pubblica come Flat tax e reddito di cittadinanza.

L’iter che porterà alla definizione della Legge di Bilancio 2020 ripartirà dopo l’estate: una delle tappe fondamentali di questo processo prevede che entro il 27 settembre il Governo dovrà presentare - tenendo conto di eventuali variazioni economiche dettate dalle raccomandazioni dell’UE - la nota di aggiornamento del DEF (Documento di Economia e Finanza). Solo allora avrà inizio la seconda fase nella quale saranno fissate le norme per il raggiungimento degli obiettivi indicati dal DEF.

A tal proposito, entro il 20 di ottobre il Governo Lega-Movimento 5 Stelledovrà presentare in Parlamento il disegno della Legge di Bilancio con la manovra triennale di finanza pubblica; questo dovrà essere approvato da entrambe le Camere entro la data del 31 dicembre 2019.

Una corsa contro il tempo che ora sembra esser diventata ricca di ostacoli visto che se il parlamento dovesse sfiduciare il Governo si creerebbe una situazione difficile da sbrogliare anche per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Gli analisti temono le ripercussioni che una tale crisi potrebbe avere sul mercato italiano, su cui già gravano le prospettive di un rallentamento economico globale causato dalla guerra commerciale condotta dagli Stati Uniti contro Cina ed Europa. Preoccupa in particolar modo la tensione che potrebbe tornare sullo spread BTP-Bund, con conseguenti ripercussioni negative sul settore bancario e a cascata su tutta Piazza Affari.

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