L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 settembre 2019

A breve la provocazione attraverso l'Hollywoodismo degli ebrei

ATTENZIONE ALLE PROSSIME MOSSE DI NETANYHAU & COMPANY

Pubblicato 16/09/2019
DI GIULIETTO CHIESA


Il presidente iraniano Rohani e il ministro degli Esteri Zarif andranno negli Stati Uniti tra due settimane. Vanno con un messaggio di pace, specificamente diretto a Donald Trump che, palesemente, non vuole essere trascinato in una guerra contro l’Iran. Vedi il licenziamento del super-falco Bolton. Dunque, con ogni probabilità, il “deep state” americano (insieme ai Rothschild e al “Brutish Empire)organizzeranno qualche provocazione, nel Golfo Persico o altrove.Dopo le quali, si può stare certi, l’intero mainstream occidentale fingerà di cadere in trappola (mentre ne è evidentemente complice) e accuserà Teheran di volere la guerra. Dunque: pronti al giochino delle tre tavolette.

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