L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 settembre 2019

“Delinquere non conviene perché chi entra nella ‘ndrangheta pensando di diventare ricco e potente é solo uno stolto. Solo i capi mafia sono ricchi, gli altri, invece, sono quelli che statisticamente vanno più facilmente in carcere perché essendo gli esecutori materiali dei reati lasciano tracce, al contrario del mandante”.

Blitz all’alba, colpo alla cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri nella Piana di Lamezia: 28 arresti

NOMI-VIDEO | Scatta l'operazione Crisalide 3. Il gruppo criminale, secondo gli inquirenti, operava nel traffico di droga ed estorsioni a imprenditori e commercianti

venerdì 13 settembre 2019 06:44

Blitz nella Piana di Lamezia

Controllava capillarmente il territorio di Lamezia Terme, teneva sotto scacco commercianti e imprenditori a colpi di danneggiamenti realizzati con ordigni esplosivi, per il cui confezionamento utilizzava anche minorenni, e gestiva un vasto traffico di sostanze stupefacenti. Erano questi i “modus operandi” della cosca Cerra-Torcasio-Giampà di Lamezia Terme (Catanzaro), che i Carabinieri, coordinati dalla Dda catanzarese guidata dal procuratore Nicola Gratteri, hanno disarticolato all’alba di oggi con l’operazione “Crisalide 3”, culminata nell’esecuzione di 28 misure cautelari.

Si tratta di Francesco Gigliotti, Davide Belville alias Trachino, Salvatore D'Agostino alias Cirillo e Cirino, Antonio Gullo, Luigi Vincenzini alias Cosimo e Cosimino, Piero De Sarro, Flavio Bevilacqua, Salvatore Fiorino alias Turuzzu, Antonio Grande, Gianluca Adone alias Blob, Antonio La Polla, Carlo Sacco, Filippo Sacco, Alessandro Trovato, Pasquale Mercuri (U Lupu), Pasquale Butera, Nicholas Izzo, Ottorino Raineri, Francesca Falvo, Pasquale Gullo, Cristian Greco, Giovanni Torcasio alias "U' Craparu", "Pallone" e "padre di Vincenzo", Nicola Gualtieri (U Craparu), Pasquale Cerra alias Ciancimino, Nino Cerra, Antonio Paradiso (alias zu Toto'), Giuseppe Gullo (alias Pino e Pinuzzo), Giuseppe Galluzzi. 

Il provvedimento cautelare é stato emesso su richiesta della Procura del capoluogo calabrese, diretta dal procuratore Nicola Gratteri, che ha coordinato le indagini dei carabinieri. I dettagli dell'operazione saranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà alla Procura di Catanzaro.

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