L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 settembre 2019

Diritto internazionale fottiti - Arabia Saudita si Iran no. Gli Stati Uniti si arrogano il diritto di decidere chi deve detenere il nucleare e in base a ciò affamano popoli

Nucleare: dopo l'Iran anche l'Arabia Saudita andrebbe verso l'arricchimento dell'uranio 

dopo l'Iran anche l'Arabia Saudita andrebbe verso l'arricchimento dell'uranio

Mentre gli Usa continuano il pressing su Teheran, intanto il nuovo ministro saudita vuole lo sviluppo del nucleare nell'intero ciclo.

di Alfonso Gabino (articolo) e Michele Caltagirone (video)
Aggiornato il 11 settembre 2019 13:24


Le sanzioni americane contro l'Iran producono effetti sul mondo. Gli Usa monitorano le importazioni di petrolio iraniano verso la Cina. Intanto l'Arabia Saudita cambia ministro dell'energia e imbocca anch'essa la strada del nucleare.

Politiche sul nucleare continuano a far discutere

Le sanzioni introdotte dagli Stati Uniti contro l'Iran hanno causato l'allontanamento di Teheran dagli accordi internazionali sul nucleare, siglati nell'Aprile 2015 con sei potenze mondiali.

Ieri questo tipo di Politica, questa campagna di sanzioni degli Stati Uniti contro l'Iran, è stato giudicato fallimentare da un consigliere del presidente iraniano Hassan Rouhani, secondo il quale tale fallimento si riflette anche dal licenziamento di John Bolton dal ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti: "L'emarginazione di Bolton e la sua successiva rimozione non sono un incidente, ma un chiaro segno della sconfitta della strategia di massima pressione americana".

Anche la Cina nel mirino USA

Nonostante i giudizi negativi provenienti da Teheran, gli USA continuano a monitorare i carichi di petrolio iraniano destinati alla spedizione, lo ha dichiarato da Dan Brouillette, vicesegretario del dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, aggiungendo che verrà inserita nella lista nera qualunque parte in causa che violerà le sanzioni.

Riguardo alla vendita di petrolio iraniano, Dan Brouillette parla inoltre del rapporto tra Iran e Cina.
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Stando alle parole del vicesegretario del dipartimento dell'Energia USA, alcune compagnie cinesi, come la Sinopec, avrebbero ridotto le spedizioni di petrolio iraniano, ma resterebbero ancora nell'ombra alcune parti del governo cinese che continuano ad acquistare l'oro nero dell'Iran.

Brouillette, poi, sottolinea la volontà da parte degli USA di continuare la campagna di pressing contro Teheran, perché, dice davanti ai microfoni del New York Times: "Vogliamo che l'Iran cambi".

Il nuovo ministro dell'energia dell'Arabia Saudita

Intanto il principe Abdulaziz bin Salman, appena assunto l'incarico di ministro dell'energia dell'Arabia Saudita, ha dichiarato che Riad procederà all'arricchimento dell'uranio, perseguendo lo sviluppo del nucleare nell'intero ciclo. Dichiarazioni di intenti, dunque, abbastanza simili a quelle proclamate da Teheran.

Anche sull'Arabia Saudita, il vicesegretario dell'energia americana ha detto la sua, facendo notare che Riad sta procedendo cautamente, sperimentando due reattori, e poi dichiarando che si dovrà lavorare insieme su questo tema.

Dan Brouillette ha inoltre osservato che l'Arabia Saudita non è orientata a firmare l'accordo 123, che limita la produzione di energia agli usi civili, in cambio della tecnologia offerta da Washington.

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