L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 settembre 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - il semplice annuncia di una possibilità spiazza gli statunitensi. Si chiama guerra asimmetrica


Huawei spiazza tutti: venderà i brevetti 5G a rivale occidentale?

13 Settembre 2019 - 08:20 

Huawei ha lasciato tutti a bocca aperta. La società potrebbe vendere i brevetti 5G a una rivale occidentale. Quali conseguenze?


Huawei è pronta a cedere tutti i suoi brevetti sul 5G a una rivale occidentale.

A confermare una decisione che ha lasciato a bocca aperta l’intero mercato è stato nientemeno che il CEO dell’azienda cinese finita ripetutamente nel mirino di Donald Trump e della sua guerra commerciale.

La vendita dei brevetti Huawei a un altro grande competitor dell’Ovest potrebbe cambiare completamente le carte in tavola. È proprio per questo motivo che la scelta del colosso cinese ha spiazzato tutti, soprattutto il Presidente degli Stati Uniti.
Huawei pronta a vendere brevetti 5G: le conseguenze

Al momento in cui si scrive non sono trapelati indizi o dettagli aggiuntivi in merito alla possibile cessione dei brevetti Huawei. Come confermato però dal CEO in un’intervista all’Economist, la vendita potrebbe comprendere tutte le licenze, tutte le conoscenze e le informazioni riguardanti il 5G.

Come hanno fatto notare diversi osservatori, l’operazione potrebbe cambiare completamente il quadro attuale: l’azienda cinese si ridimensionerebbe notevolmente senza la citata tecnologia. Essa potrebbe perdere completamente il controllo delle infrastrutture di tlc nel caso in cui l’acquirente occidentale sviluppasse nuovi codici.

Per tutti questi motivi la decisione di Huawei di vendere ipoteticamente tutti i brevetti riguardanti il 5G ha lasciato di stucco. Fino ad oggi la società ha ricevuto innumerevoli critiche da Donald Trump, che l’ha accusata di aver messo a repentaglio la sicurezza degli Stati Uniti e così facendo ha persino imposto un vero e proprio ban sui suoi prodotti.

La cessione completa rivoluzionerebbe completamente anche i rapporti con gli USA e con l’inquilino della Casa Bianca che sarebbe costretto a rivedere in toto la sua politica.
Quanto è probabile l’operazione?

Nel corso dell’intervista il CEO di Huawei non ha parlato di un’operazione certa, ma soltanto di ipotesi. Per Il Sole 24 Ore, però, l’impressione è che un progetto del genere (se esistente) potrebbe essere ancora nelle fari embrionali.

Ancora secondo il quotidiano, un’operazione di questo tipo potrebbe essere valutata oltre 20 miliardi di dollari.

Certo è che, al momento, la cessione completa dei brevetti 5G appare poco probabile considerato l’impegno e gli investimenti di Huawei nel progetto e nello sviluppo della suddetta tecnologia.

Nessun commento:

Posta un commento