L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 settembre 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Huawei adotta Linux e questo potrebbe far fuori in prospettiva windows

Gli USA scaricano Huawei e sui portatili arriva Linux Deepin

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-09-2019]Commenti (2)


Non è solo l'impossibilità di accedere ad Android a mettere in difficoltà Huawei, azienda cinese ormai da mesi nel mirino dell'amministrazione americana che produce sia smartphone che laptop.

Se per i primi la soluzione almeno temporanea è adottare una versione di Android - il cui cuore è open source - senza le applicazioni di Google, per i secondi si pone il problema di sostituire Windows 10 con un altro sistema operativo.

Ovviamente Huawei non può semplicemente abbandonare il settore dei computer portatili, in cui le scelte di design dell'azienda le hanno procurato un generale apprezzamento, tanto che alcuni si sono spinti a definirla «la Apple cinese».

Così, i dirigenti dell'azienda cinese hanno deciso di puntare su Linux, e in particolare sulla distribuzione Deepin, una derivata di Debian che da un lato è sviluppata proprio in Cina e dall'altro ha fatto delle scelte estetiche e dell'attenta progettazione dell'ambiente desktop un proprio punto di forza.

I portatili Huawei con Linux Deepin per il momento sembrano essere limitati al mercato cinese, dove sono in vendita tramite il negozio online Vmail: vi si trovano i modelli MateBook 13, Matebook 14 e Matebook X Pro, tutti equipaggiati con il sistema del pinguino.

Considerati i rapporti tra Huawei e il governo USA, in costante evoluzione e caratterizzati da successivi irrigidimenti e ammorbidimenti, non è possibile predire se l'adozione di Linux Deepin sui portatili Huawei sia qui per restare o se invece, qualora dovesse risolversi tutto in amicizia, la possibilità di scegliere sarà spazzata via dal ritorno di Windows 10.

La situazione dell'azienda cinese dovrebbe però essere l'occasione per far riflettere quanti operano in nazioni estere rispetto agli USA e appoggiano tutte le proprie attività su tecnologie da cui, in linea di principio, possono restare esclusi quasi dall'oggi al domani, cosa impossibile adottando soluzioni open source.

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