L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 settembre 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Ma questa volta gli statunitensi vanno a sbattere


2 SETTEMBRE 2019

Il termine decoupling viene utilizzato in economia per indicare il progressivo allontanamento di due economie tra loro correlate e interdipendenti. Arrivati a questo punto della guerra dei dazi, il rischio di un decoupling tra l’economia di Stati Uniti e Cina non è più un’eventualità tanto remota e inizia a preoccupare gli analisti, terrorizzare i mercati e spaventare gli investitori. Con il crescere delle tensioni commerciali, infatti, il punto di non ritorno si è avvicinato sempre di più, e ora è proprio dietro l’angolo. Le cartucce in mano a Donald Trump e Xi Jinping sono quasi esaurite, quindi arriverà presto il momento in cui né Pechino né Washington imporranno nuove sanzioni. Semplicemente, ergeranno un muro invalicabile tra di loro che creerà due universi impermeabili, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista politico.

Il rischio di una nuova Guerra Fredda

“Le lancette – hanno predetto diversi economisti – torneranno ai tempi della Guerra Fredda”. Il che significherebbe salutare la globalizzazione e le sue conseguenze, tra cui l’interconnessione dei mercati; cambierebbe, in poche parole, il sistema economico globale. Il decoupling tra Washington e Pechino comporterebbe la creazione di almeno due poli tra loro isolati: il blocco occidentale e quello cinese. La nuova Guerra Fredda, inoltre, metterebbe di fronte agli Stati Uniti il nemico americano erede dell’Unione Sovietica: la Cina. Ci sono tuttavia delle importanti precisazioni da fare. Prima di tutto la Cina ha un diverso spessore rispetto all’Urss dell’epoca, perché il Dragone è una economia in ascesa e rappresenta realmente una minaccia per la Casa Bianca; inoltre in questa nuova fase c’è anche un terzo attore da considerare e che potrebbe influenzare lo scenario, cioè l’Unione Europea.

Modelli isolati a confronto

Di sicuro gli effetti il temuto decoupling romperebbe gli equilibri politici attuali e comporterebbe un nuovo cambiamento delle alleanze, ma anche dei sistemi politici e delle economie globali. La Cina chiuderebbe i ponti con gli Stati Uniti, smetterebbe di esportare merci sul mercato americano e dovrebbe pianificare un piano B per non soffrire il contraccolpo dell’improvviso isolamento. È anche per questo, forse, che Pechino ha investito sulla Nuova Via della Seta: per creare legami diplomatici e sbocchi commerciali alternativi rispetto ai canali più classici con paesi in via di sviluppo (Asia ma anche Africa). L’Europa diventerebbe una terra di conquista e dovrebbe scegliere da che parte stare: se i rapporti tra Cina e Stati Uniti dovessero raffreddarsi ulteriormente, sarebbe difficile tenere un piede in due scarpe, come invece hanno fatto molti paesi membri dell’Ue. Bisogna poi affrontare un discorso legato al sistema politico: la Cina capitanerebbe un sistema a partito unico autoritario, dotato di un socialismo lontano parente del capitalismo basato sull’economia di mercato. Dall’altra parte, ci sarebbero invece le “superate” democrazie liberali occidentali, come dichiarato recentemente da Vladimir Putin al Financial Times.

Gli effetti economici del decoupling

La guerra commerciale deve essere considerata come un piccolo litigio inserito a sua volta in una guerra molto più grande, e con un obiettivo che va oltre l’annientamento economico del rivale: il dominio globale. Perché un disaccoppiamento tra Cina e usa è un rischio per le economie? Per un motivo molto semplice: dato che i sistemi economici sono interconnessi da nodi di produzione, se un paese decidesse di bloccare i suoi, andrebbe a danneggiare l’intera filiera di un soggetto terzo. Huawei, ad esempio, ha bisogno di beni prodotti negli Stati Uniti per completare la costruzione degli smartphone; ma se Washington decidesse di chiudere i ponti, il colosso di Shenzen sarebbe tagliato fuori. Estendere questo ragionamento all’intera economia aiuta a capire la gravità degli effetti di un ipotetico decoupling. Ma Trump, questo, sembra non importare. Anzi, il tycoon potrebbe anche iniziare a usare il fantasma del disaccoppiamento come ricatto strategico per terrorizzare la Cina. Ma è un rischio, e come tutti i rischi non offre certezze.

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