L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 settembre 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Macron fa un'accordo di ferro con Trump riportando gli euroimbecilli di tutte le razze, anche il fanfulla nostrano, sotto l'egida statunitense ritagliandosi spazio politico per la Francia

Cosa succede nel fronte occidentale?

di Pierluigi Fagan
2 settembre 2019

La giornata di ieri, il post-Biarritiz, ha visto due fatti da analizzare con attenzione. L’argomento francamente non è da post su fb perché il sottostante da tenere in considerazione per tentar l’interpretazione è molto vasto e complicato. In più molti terranno conto di cose (come la situazione politica italiana a grana fine, Putin e il sovranismo, Aquisgrana, neoliberismo, Medio Oriente ed altri totem del dibattito pubblico contemporaneo) che invero c’entrano poco o nulla. Lo scenario è pura strategia geopolitica, la c.d. Grand Strategy.

i due fatti di ieri. Trump, mentre se ne torna a casa, trova l’attenzione per fare un tweet di supporto a Conte. Non ci interessa il cosa c’è dietro in termini di riflesso sulla situazione contingente italiana che sicuramente non è negli interessi specifici di Trump che ha ben altro a cui pensare, ci interessa domandarci solo perché l’ha fatto, perché ha trovato quella attenzione. Ha cancellato il bilaterale già previsto con Conte, ma poi s’è ricordato di dire che fa il tifo per lui per buona educazione? Improbabile.

Macron ieri fa una cosa molto importante. Riuniti gli ambasciatori del’esagono afferma che l’egemonia occidentale sta declinando e declinerà quasi irreversibilmente (visto che non ne viene data notizia su certo mainstream, il letterale è "World Is Living The End Of Western Hegemony") . Non è quindi più tempo di ostracizzare la Russia (!). Le due cose sono collegate? Io penso di sì.

Come già scritto, penso che Macron abbia offerto di schierarsi con Trump nel processo che sdogani la Russia riportandola non dalla parte occidentale ma almeno in aperta relazione alla parte occidentale. Per Trump questa mossa è decisiva. Il problema strategico di Trump è la Cina, se non si mette dell’attrito intorno al processo -quasi naturale- di sua esponenziale espansione, l’Occidente diventa un satellite della prossima stella centrale e gli Stati Uniti d’America, perderanno molti punti percentuali di peso sul sistema mondo. Come per le foreste pluviali, come per ogni sistema, anche gli USA andrebbero soggetti al “dieback” il limite oltre il quale una contrazione non è più aritmetica ma geometrica. La strategia per affrontare questo problema necessità la subordinazione di ogni altro intento laterale riferito ad un mondo ovviamente complesso e pieno di problemi, al compito principale. Rispetto a questo che è il problema principale dei prossimi trenta anni, la Russia non è affatto un competitor naturale (11° economia mondo, 9° per popolazione ma in contrazione) e fa una grande differenza se la Russia sta organicamente con la Cina o meno o quanto. Le si può concedere anche un ruolo strategico di bilanciamento, nessuno penso pensi che i russi possano buttarsi di colpo dall’altra parte. L’importante però è poter aprire una partita in cui si possono offrire cose e chiederne delle altre. Qui o là, qualcosa ne verrà, se non dirette, indirette. Kissinger c’ha scritto, a parti invertite, la storia recente delle relazioni internazionali con questo giochino vecchio quanto il mondo.

Macron vede allora una opportunità strategica. L’Europa, fino ad oggi, non ha minimamente affrontato questo problema, anzi, sulla scorta di una fedeltà al corso obamiano-clintoniano, ha continuato a fare affari con la Cina, sanzioni alla Russia, disprezzo per Trump. Il disprezzo è stato ricambiato dall’americano ed anche praticato con diversi attacchi commercial-diplomatici, in alcuni casi veri e propri sgarbi palesi come le trame di Bannon in terra italica. Nel frattempo però, il corso europeo dominato dal mercantilismo tedesco che è del tutto alieno da una visione organica geopolitica, è entrato in crisi. I dati sull’economia tedesca, quelli consolidati e quelli già di certo preventivati, dicono di un declino irreversibile di quella impostazione. Sempre nel frattempo, gli ucraini cambiano presidente ed arriva un grande amico dello stesso Macron. Sembra trapelare lo scontento ucraino per l’esser stati usati, sedotti ed abbandonati. Creato il caso del conflitto con i russi, nessuno si è più occupato degli ucraini, l’economia peggiora a vista d’occhio. Tant’è che nel buco si infilano i cinesi, oggi molto presenti da quelle parti. A gli ucraini, il muro contro i russi non conviene affatto, specie se nessuno gli paga il servizio.

Come già scritto, credo che Macron abbia offerto a Trump una esplicita alleanza di intenti: io ti aiuto a sdoganare la Russia (come già scritto tempo fa i francesi vendono legittimità, lo hanno fatto anche coi tedeschi per l'UE), tu mi dai una serie di cose in cambio. Da qui la inaspettata dolcezza di Trump di questi giorni, il non sentirsi più ostracizzato almeno dal francese, il sopportare oltre il prevedibile lo strano invito a Zarif che ha lasciato con la mascella a terra ogni commentatore americano e non solo, le rituali litanie ambientali che fanno da positioning concettuale del francese e molto altro. Di questo “qualcosa in cambio” fa ovviamente parte il lasciar stare l’Italia, non intromettersi nelle faccende interne all’Europa.

Il patto ieri è stato perciò onorato da entrambi, con le due inaspettate uscite. Tutto ciò è molto nuovo e molto interessante in termini di dinamiche geopolitiche.

CNN, voce del Deep State preso in contropiede e sulla via della difensiva, dice che Merkel è contraria. La stessa Merkel del North Stream che ha coi russi svariati legami industriali e commerciali e con buona parte della sua industria che non vede l’ora di correre ad est o una Merkel che fa finta di proteggere le paranoie dell’est Europa suo noto Grossraum e gioca quindi al poliziotto cattivo mentre il francese fa il poliziotto buono? Del resto se si accende semaforo rosso alle relazioni con la Cina da qualche parte deve anche scattare un semaforo verde, no? Abe è d’accordo. Trudeau ad ottobre potrebbe perdere le elezioni interne pare e quindi la sua opinione conta quel che conterà lui che è comunque l’ultima ruota del carro nei G7. Rimane Boris Johnson che la vede in modo opposto, ma non si più far felici tutti. UK e BJ, per altro, non sono in condizioni di imporre nulla a nessuno.

Quanto al tweet su “Giuseppi” che forse Macron ha chiesto di fare, si ricordi chi è in Italia che più di tutti non vuole andare ad elezioni subito e dei due che sono in tale postura, chi dei due è intimo amico di Macron e sta per varare un partito sezione italiana di En Marche.

Staremo a vedere ma comunque l’uscita di ieri di Macron va considerata con molta, ma molta attenzione come per altro hanno subito fatto i russi.

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