L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 settembre 2019

Energia Pulita - Gli euroimbecilli che costruiscono macchine, esclusi quelli della Bmw, lavorano alle auto a batteria il futuro è dei motori a idrogeno

Idrogeno nuovo petrolio? Anche l’Italia ci crede

19 SETTEMBRE 2019


L’avvento dell’idrogeno potrebbe rappresentare il Big Bang dell’energia. La fonte si candida ad essere il gas naturale del futuro

L’energia è potere. Che si tratti di petrolio, gas, carbone, energia nucleare e non solo: chi controlla le fonti energetiche (meglio, parte di esse) è potente. E’ questo assunto che Thierri Lepercq, Vice Presidente esecutivo responsabile della ricerca, della tecnologia e dell’innovazione di Engie dal 2016 ad ottobre 2018, ed ora direttore esecutivo di TerraWatt Initiative, introduce il suo libro Hydrogen is the New Oil.

Se gli ultimi anni, le grandi potenze si sono date battaglie per petrolio e gas, utilizzando queste fonti come arma geopolitica, in futuro saranno le compagnie di energia rinnovabile e chi oggi scommette e investe nell’idrogeno a rappresentare una potenza mondiale.

ENERGIA COME POTERE

Partiamo da qui. Da sempre l’energia ha rappresentato uno strumento e un motivo di guerra, un’arma geopolitica e causa, scrive Thierri Lepercq, di colpi di stato e prese di controllo, ma anche di intese e accordi.

Non serve andare così indietro nel tempo: Roosevelt, dopo la seconda guerra mondiale, e la forte dipendenza a stelle e strisce dal petrolio, ha firmato un accordo nel febbraio del 1945 a bordo della USS Quincy con il saudita Ibn Saud: pietra angolare dell’intesa era la costituzione dell’Arabian American Oil Company, ora conosciuta come Saudi Aramco, la più grande compagnia petrolifera del mondo. Ed è sempre il petrolio (questa volta algerino) a dare alla Francia, con le scoperte atte dalla Compagnie Franoaises des Petroles (che in seguito fu ribattezzata Total), la possibilità di rivaleggiare con Usa ed Arabia Saudita nel settore energia.

E poi c’è l’OPEC, che fondata nel 1960 e presto stabilita a Vienna, ha sempre utilizzato il petrolio come arma geopolitica. Nell’ottobre 1761, l’OPEC decretò un embargo – l’arma di guerra per eccellenza, contro gli Stati Uniti e i suoi alleati.

IDROGENO: VERSO UN NUOVO PETROLIO?

Il nuovo petrolio, per Lepercq, sarà l’idrogeno. Il mondo dell’energia si appresta a vivere non una vera e propria transizione dal mondo fossile alle energie rinnovabile, ma un Big Bang dell’energia, dove tutto sarà diverso.

Negli ultimi 10 anni, il settore energetico si è trovato dinanzi a 7 sfide da affrontare: l’avvento del petrolio di scisto e l’inversione del picco del petrolio, l’energia solare ed eolica diventata sempre più competitiva, la maggiore diffusione di batterie ed elettricità, la digitalizzazione delle reti, il fallimento di alcune attività delle compagnie energetiche, l’emergenza geopolitica della Cina e, soprattutto, il cambiamento climatico. Tutto questo, spiega Thierri Lepercq, sta portando il settore a vivere una rivoluzione storica che apre le porte a un nuovo protagonista energetico, l’idrogeno, e sigilla l’inesorabile declino del mondo antico, quello dei combustibili fossili.

LE CARATTERISTICHE DELL’IDROGENO

Perchè l’idrogeno? Perchè può essere ottenuto tramite procedimenti climate-neutral, che non inquinano (tramite elettrolisi, per esempio). Perchè si presta bene ad essere stoccato e perchè è l’ideale per la decarbonizzazione dei trasporti, del riscaldamento degli ambienti (l’idrogeno può essere mescolato al gas naturale o utilizzato da solo) e della produzione di energia elettrica.

ANCHE L’ITALIA CREDE NEL POTENZIALE DELL’IDROGENO

Anche l’Italia crede nell’idrogeno. Davide Crippa, durante il primo Governo Conte, ha istituito un tavolo di lavoro per lo studio e lo sviluppo dell’idrogeno come fonte di energia pulita. Il tavolo ha anche l’obiettivo di dempiere agli impegni presi in ambito internazionale, come il Protocollo sottoscritto dal Sottosegretario Crippa lo scorso ottobre all’Hydrogen Energy Meeting di Tokyo.

Non mancano le iniziative private: nel mese di aprile, Snam ha immesso idrogeno nell’infrastruttura nazionale del gas (in un’area ristretta del sud-ovest dell’Italia), dimostrando quanto potesse essere sicuro e affidabile l’idrogeno. Il pastificio Orogiallo, a Contursi Terme, in provincia di Salerno, ha fatto la storia cucinando la pasta con una miscela di idrogeno e gas naturale (qui per approfondire).

LA SCOMMESSA TEDESCA

E proprio l’idrogeno, per esempio, potrebbe essere il vettore energetico in grado di sollevare la Germania dall’eccessiva dipendenza dai fornitori esterni di energia. Nella corsa all’energia pulita, Berlino ha stanziato 110 milioni di dollari che andranno a 20 nuove strutture di ricerca, per testare nuove tecnologie basate sull’idrogeno e le loro applicazioni su scala industriale.

La scorsa settimana, Angela Merkel, ha annunciato un piano per rendere green anche gli aerei, che potrebbero viaggiare ad idrogeno.

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