L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 settembre 2019

Energia pulita - Il re idrogeno - non tutti i produttori di auto hanno il cervello all'ammasso e contrariamente al gregge di pecore che è orientato per le automobili elettriche sviluppano il motore a idrogeno il re

Auto all’idrogeno: con la i Hydrogen NEXT BMW punta sulle celle al combustibile

13 Settembre 2019 - 08:51 

BMW sta sperimentando da anni la tecnologia delle celle ad idrogeno come alternativa alle tradizionali batterie al litio che equipaggiano le auto elettriche.


BMW ha sempre guardato con favore all’idrogeno per sviluppare tecnologie in grado di ridurre consumi ed emissioni dei propri veicoli. Anni fa testò dei motori a scoppio alimentati con l’elemento in questione, ma la difficoltà di applicazione - dettata anche dalla difficoltà di stoccare l’idrogeno - ha limitato l’interesse verso questo tipo di propulsore.

Ma l’interesse della casa bavarese non è scemato, anzi è tornato a crescere grazie alla possibilità di utilizzare l’idrogeno nelle celle a combustibile, una soluzione alternativa alle tradizionali batterie al litio che equipaggiano le auto elettriche. Al Salone di Francoforte è stato presentato il prototipo BMW i Hydrogen NEXT, basato sul SUV BMW X5.

Su strada arriverà nel 2022, con una piccola flotta di vetture destinate a testare il sistema e raccogliere da in previsione del 2025, anno nel quale è previsto il lancio vero e proprio delle auto elettriche con batterie a celle di idrogeno.
BMW i Hydrogen NEXT: come è fatta la X5 all’idrogeno


Il prototipo di auto elettrica a celle di idrogeno portato a Francoforte da BMW - la i Hydrogen NEXT - si differenzia esteriormente dalla normale X5 per le prese d’aria diverse, per la mancanza dei terminali di scarico e per i cerchi in lega di disegno specifico. Inotre sono presenti elementi di colore blu - presente anche su i3 e i8 - su paraurti e carrozzeria.

Ma le novità più interessanti, ovviamente, si nascondono sotto la carrozzeria. La BMW i Hydrogen NEXT monta due serbatoi per l’idrogeno disposti in posizione “a T”, montati al centro del pianale alle spalle del tunnel della trasmissione. La batteria principale è posizionata nel cofano anteriore, mentre una seconda - destinata ad immagazzinare l’energia recuperata in frenata e a fornirla durante i picchi di potenza - è montana sull’asse posteriore.

Anche il motore elettrico che muove la BMW Hydrogen NEXT è posizionato al posteriore. Le relative specifiche su potenza e prestazioni non sono state svelate, anche se BMW ha dichiarato che un rifornimento completo di idrogeno avviene in 4 minuti.
I vantaggi del sistema a celle di combustibile di idrogeno

L’idrogeno è un carburante potenzialmente rivoluzionario: è inesauribile e non è inquinante. Laddove viene utilizzato nel ciclo di combustione rilascia esclusivamente vapore acqueo, e BMW è fra i costruttori auto che ci hanno creduto maggiormente.

L’idrogeno viene trasformato in energia elettrica all’interno di pile a combustile - chiamate in inglese fuel cell - dove avviene la reazione chimica fra il gas e l’ossigeno presente nell’aria. È l’energia prodotta da questa reazione ad alimentare il motore elettrico, che a sua volta muove le ruote dell’auto.

L’auto a idrogeno pone però alcuni problemi, primo tra tutti quello di una rete distributiva praticamente inesistente, che - oggi - renderebbe qiasi impossibile il rifornimento. In Italia l’unico aperto si trova a Bolzano, dove non a caso è stata consegnata la prima Hyundai Nexo presente nel nostro Paese, l’unica auto a idrogeno venduta in Italia. Sono previte a breve altre due aperture, a Milano e Venezia.

Per cautela e in attesa di capire se e come il problema della rete distributiva di idrogeno verrà affrontata, BMW ha specificato che la data del 2025 non è definitiva, perché il rischio di uno slittamento è concreto se i punti di rifornimento al mondo non saranno sufficienti.

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