L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 5 settembre 2019

Energia pulita - Uno studio sulla fattibilità delle pale eoliche su terra

L’Europa potrebbe ospitare impianti eolici sufficienti per l’intero Pianeta


Pale eoliche in Puglia. Capone Antonio / AGF

Va subito detto che l’energia eolica non viene più vista come quell’energia rinnovabile pulita al cento per cento e ben integrabile nell’ambiente, come si sosteneva alcuni decenni or sono, ma da molti è combattuta per diversi problemi che essa causa. Ma se, in un modo o nell’altro, si riuscissero a superare tutti gli ostacoli l’Europa avrebbe terre disponibili per milioni di turbine eoliche che potrebbero dare energia elettrica al mondo intero. Secondo un nuovo studio infatti, un gruppo internazionale di ricercatori ha dimostrato che 4,9 milioni di chilometri quadrati di terre europee, ovvero il 46 per cento del territorio, sono adatti per costruirvi parchi eolici. Il resto è considerato invalido perché o troppo lontano da abitazioni e infrastrutture, oppure perché vi sono ambienti protetti o perché vi sono altri tipi di restrizioni.

Nello spazio adatto si potrebbero costruire 11,6 milioni di turbine eoliche che potrebbero produrre 52,5 terawatt. Un valore che è almeno tre volte quello che si stimava solo una decina di anni fa. Valori questi che dicono che l’elettricità prodotta potrebbe soddisfare l’intero fabbisogno di elettricità del nostro Pianeta fino ad almeno il 2050.

“E’ qualcosa di strabiliante”, ha commentato Peter Enevoldsen dell’Università di Aarhus in Danimarca. La chiave di volta in questo potenziale aumento di produzione di energia sta soprattutto nel fatto che oggi una turbina eolica può produrre anche 4,5 MW, contro i 2-3 MW del passato. Inoltre sono state dipinte con maggiore accuratezza le aree adatte allo sfruttamento del vento.

Lo studio dice che il più grande potenziale nel produrre energia eolica è presente in molti Stati extra Unione Europea, tra cui Russia, Turchia e Norvegia. Tra gli Stati Europei spiccano il Regno Unito e l’Irlanda che possiedono circa 81.000 chilometri quadrati (poco meno di un quarto dell’estensione dell’Italia) di terre adatte alle turbine, le quali potrebbero produrre 1TW dei 52TW complessivi.

Ma quanto di questo quadro si potrà realmente dipingere? La realtà infatti, è molto complessa a causa del rifiuto da parte di molta popolazione e del fatto che in molti Paesi europei l’energia eolica prodotta nel 2018 ha avuto un freno non indifferente.
Le installazioni di impianti eolici in Europa. WindEurope

“E’ alquanto difficile che si possano installare tutti e 52,5 TW – ha detto Enevoldsen -, ma quel che è importante è il fatto che ciò si può fare, e che, se non si produrrà energia per tutto il mondo, la si potrebbe produrre almeno per l’Europa”. E, ultima considerazione, tutto questo senza tener conto del potenziale di energia elettrica da estrarre dai campi eolici in mare.

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