L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 settembre 2019

Gli industrialotti italiani che vivono bene benissimo con le prebende di stato e pretendono sempre di più

Conte-2, il bacio della vita (di Marco Travaglio)
-11 Settembre 2019


di Marco Travaglio

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Gli endorsement al Conte-2 cominciavano a farsi preoccupanti: veri e propri baci della morte. Poi è arrivato provvidenziale il voto di sfiducia di Carlo De Benedetti. Un voto tutt’altro che sorprendente: bastava leggere Repubblica e l’Espresso, pro-elezioni e anti Conte proprio come Salvini. Ma decisamente beneaugurante per il nuovo governo, vista la miseranda fine di quelli sposati in passato dall’Ingegnere e dai giornali sottostanti. Più che un finanziere e un editore, CdB è una bussola: se un governo gli piace, sarà un disastro; se non gli piace, il successo è garantito. Veltroni? Un genio, infatti fondò il Pd, Prodi affondò e tornò B. Monti? Un toccasana, infatti il Pd aveva le elezioni in tasca, poi appoggiò i tecnici e finì pari col M5S. Rodotà al Quirinale? Pussa via, molto meglio Napolitano a 88 anni e poi il governo Letta con B., quello che gli aveva scippato la Mondadori comprando giudici e sentenze. Renzi? “Un fuoriclasse” col contorno di Verdini, Alfano e referenzum. Prima del 4 marzo 2018 CdB riabilitò pure il Caimano contro “Di Maio peggiore di tutti i mali”. Poi si capì perché Renzi era un fuoriclasse: fu lo stesso CdB a svelare nel 2015 al suo broker che Matteo suo gli aveva spifferato in anteprima il decreto Banche popolari, facendogli guadagnare in Borsa 600 mila euro.

Quelli sì che erano governi. Come quello di Ciampi, che nel ‘94, in articulo mortis, regalò le frequenze telefoniche alla sua Omnitel. O come quelli della Prima Repubblica che gli compravano le telescriventi obsolete dell’Olivetti in cambio di mazzette. Renzi poi scriveva le leggi a gentile richiesta di CdB, che lo raccontò alla Consob: “Io gli dicevo che doveva toccare per primo il problema lavoro e il Jobs Act è stato… – qui lo dico senza vanto, anche perché non mi date una medaglia – ma il Jobs Act gliel’ho suggerito io… e lui poi è stato sempre molto grato perché è l’unica cosa che gli è stata poi riconosciuta”. L’Ingegnere dettava e il Fuoriclasse scriveva, come Totò e Peppino. Fuoriclasse, poi, si fa per dire. Matteo – verbalizzò CdB alla Consob – è “un cazzone” e “capisce poco di economia”: il suo non era un governo, ma una combriccola di “quattro ministri” pilotati da lui in pranzi e cene a Palazzo Chigi o a casa sua, in veste di “advisor gratuito e saltuario” di Renzi, Boschi e Padoan. Ecco, purtroppo pare che Conte e Di Maio non abbiano queste belle usanze. Dunque l’uno è un “trasformista” (non come il Pd che governava con B.) e l’altro “il più incompetente di tutti”. Sono complimenti che tutti sognano, ma pochi si meritano. Con tutti i guai che hanno Conte e Di Maio, gli mancava pure un elogio dell’Ingegnere.

http://www.iacchite.blog/conte-2-il-bacio-della-vita-di-marco-travaglio/

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