L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 settembre 2019

Il fanfulla sempre più affamato di poltrone disposto a tutto per ottenerle per questo continua la corte allo zombi Berlusconi, ma questo sa che le sue aziende sono più garantite dagli euroimbecilli di tutte le razze che dai colpi di genio di Salvini


Salvini risponde a Berlusconi chiedendo unità nel centrodestra
© AFP 2019 / Alberto Pizzoli
17:09 08.09.2019

L'ex capo del Viminale e leader della Lega continua a insistere sulla lista unica del centrodestra con Forza Italia e Fratelli d'Italia e invita Silvio Berlusconi a "mettere davanti la squadra".

Ora che elezioni politiche sono sfumate, Matteo Salvini guarda ai prossimi appuntamenti che interesseranno Umbria, Emilia-Romagna, dove si voterà per le regionali.

Intervenendo in un comizio a Caorso, in provincia di Piacenza, per il leader della Lega il centrodestra deve lavorare per "liberare intere regioni Italiane come l'Emilia Romagna e l'Umbria che da decenni sono mal governate dalla sinistra". Per questo invita "gli alleati a rimanere alleati". "Ciascuno faccia un passo indietro per le sue ambizioni personali di partito e metta davanti la squadra", dichiara rilanciando proprio per l'Emilia Romagna la candidatura della leghista Lucia Borgonzoni.

Domani davanti alla Camera senza bandiere di partito saranno presenti Salvini e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni per protestare contro il nuovo governo giallo-rosso Pd e M5s. Il centrodestra si presenterà quindi non unito, dal momento che Forza Italia ha deciso di non prendere parte alla manifestazione e concentrare l'attività di opposizione al nuovo governo del premie Conte nelle aule parlamentari.

A Caorso Salvini ha criticato la posizione scelta da Forza Italia.

"Non vedo dove stia il problema rispetto a gente che sta in Parlamento e in piazza. Noi facciamo il nostro lavoro in Parlamento, nei Comuni e nelle Regioni, - aggiunge Salvini. - Però rappresentiamo i milioni di italiani che sono indignati per un governo che non sta né in cielo né in terra e per un Partito democratico che ha perso tutte le elezioni possibili negli ultimi due anni e si ritrova al governo con le operazioni dei Renzi, dei Lotti, delle Boschi, dei Franceschini, degli Zingaretti".

Nel suo intervento Salvini ha ribadito l'accusa al governo Conte-bis di essere frutto di una manovra di palazzo con l'approvazione di Berlino, Parigi e Unione Europea.

"A Berlino, a Bruxelles e a Parigi - accusa - stanno stappando spumante perché evidentemente pensano che l'Italia sia tornata un Paese servo o di serie B e quindi danno qualche mancetta o qualche elemosina".

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