L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 4 settembre 2019

Il fanfulla si contorce come una serpe. Non era lui che voleva andare al voto per aumentare le poltrone dei suoi parlamentari con le rispettive prebende e clientelismo?

Salvini: ha vinto il partito delle poltrone e dei no
© Sputnik . Evgeny Utkin
08:20 04.09.2019(aggiornato 09:54 04.09.2019)

Matteo Salvini, dopo l'esito del voto sulla piattaforma Rousseau, che ha consacrato l'alleanza di governo fra gli ex alleato del M5S e il PD, ha commentato: ha vinto il partito dei no e delle poltrone.

Il partito della poltrona ha segnato un gol, ma la partita è lunga", così Salvini commenta con un video Facebook le votazioni sulla piattaforma Rousseau, dicendo che rispetta la volontà di 60 mila iscritti al M5S, "ma sarebbe e sarà più serio chiedere il parere a 60 milioni di italiani".

"In questo momento Renzi e Grillo, o Di Maio e la Boschi, saranno al telefono, saranno in una stanza per spartirsi ministeri, segretari, sottosegretari, vicepresidenze e presidenze. Sono orgoglioso che la Lega stia fuori da questo mercato delle vacche disgustoso", ha continuato. Secondo il leader dei leghisti, non sarà solo un governo delle poltrone, ma anche un governo dei no, perché "Di Maio continua a dire no. No alla ricerca di petrolio, ovunque nel mondo trovino petrolio fanno festa, perché significa soldi e lavoro, in Italia no, no ai nuovi termovalorizzatori" e poi ironizza: "Luigi, amico mio, i rifiuti ce li mangiamo? Oppure spendiamo i miliardi per mandarli all'estero."

"Questo è il governo delle poltrone e dei no. Si fanno schifo, litigano a vicenda, però l'importante è non andare a votare, perché se per caso si va a votare loro non saranno rieletti. Quindi per la poltrona. Il partito che era nato per combattere la casta, diventa più casta della casta". E poi continua: "Uniti come unico collante dall'odio della Lega, di Salvini e degli italiani che non la pensano come loro, ma che guarda caso sono maggioranza".

"Ma siamo ancora in democrazia, quindi mi avrete da oggi più presente, incazzato e determinato di prima e girerò città per città, paese per paese, perché ci prepariamo a riprenderlo per mano questo splendido paese", promette Salvini. E conclude: "Noi ci siamo, vigileremo, in Parlamento e soprattutto fuori dal Parlamento, con lealtà, con onore e con orgoglio. Se voi ci siete io ci sono più pronto e determinato che mai". 

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