L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 settembre 2019

La Francia ordina e l'Italia obbedisce


Le Drian vuole incontrare presto Di Maio per lavoro comune
© AP Photo / Alik Keplicz
18:57 08.09.2019(aggiornato 19:11 08.09.2019)

Apre al governo italiano e al suo omologo Di Maio, il ministro degli esteri francese, Le Drian che auspica con lui un incontro a breve.

“In Italia c'è un nuovo governo che appare più determinato ad avere con la Francia rapporti più positivi. Ho scritto al mio nuovo collega Di Maio. Dopo quello che è successo, speriamo di avere relazioni più costruttive”: è ottimista, il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian che ha espresso alla radio francese Europe1, come riportato da Ansa, il suo auspicio sul nuovo corso politico del governo italiano e sui suoi rapporti con il nuovo inquilino della Farnesina.

Il nuovo governo italiano “appare oggi più aperto nella sua dimensione europea, più determinato ad avere con la Francia rapporti positivi, più aperto all'attuazione di meccanismi migratori condivisi. Siamo pronti a parlarne", ha continuato il capo della diplomazia francese, aggiungendo di aver scritto a Luigi Di Maio “per esprimergli la mia disponibilità al riguardo”.
Le precedenti tensioni tra Italia e Francia

Al momento quindi la nuova maggioranza in Italia, stimata come più “europeista”, sembra aver messo da parte le difficoltà e i veri e propri momenti di crisi tra i due Paesi, durante il governo giallo-verde. All'epoca, va ricordato, Di Maio aveva tacciato il presidente francese Macron di “colonialismo” citando a proposito di questo, l'adozione del franco Cfa ai Paesi africani della costa occidentale, imposta da Parigi.

Senza dimenticare la cosiddetta “crisi dei gilet gialli”, quando lo stesso Di Maio insieme al suo collega di movimento, Alessandro Di Battista si recarono in Francia ad incontrare i capi della rivolta proprio mentre le città francesi erano teatro di scontri tra i manifestanti e la polizia. Tensioni tra Francia e Italia ci furono anche sulle questioni dell'immigrazione e sull'espulsione di immigrati da parte francese al confine di Ventimiglia.

Di Maio ha risposto alle parole di Le Drian, esprimendo la volontà di un incontro a breve per discutere “le comuni sfide a livello europeo e internazionale”.

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