L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 settembre 2019

La 'ndrangheta dilaga in Italia - Liguria, Ventimiglia

Ventimiglia: festa in odore di ’Ndrangheta, c’è il consigliere della Lega

La processione della Madonna di Polsi (foto Pecoraro)

Giordanengo (Lega) coregge il tiro: non era in rappresentanza del Comune. Il sindaco Scullino prende le distanze: «Manifestazione inopportuna»

Patrizia Mazzarello 09 SETTEMBRE 2019

Ventimiglia - Anche sabato sera, come già lo scorso anno, a seguire il corteo della “Madonna di Polsi” nei vicoli della città medievale di Ventimiglia vi erano più uomini di polizia e carabinieri, con i colleghi della Dia in testa, che fedeli. In questa occasione, però, la processione per la Madonna della montagna, «cara al popolo calabrese», secondo quanto l’organizzatore Antonio Versace, ma nell’opinione comune ormai tristemente associata alle riunioni della ’Ndrangheta, che proprio a Polsi, in Aspromonte, sancirono nuove affiliazioni e strategie criminali, è tornata più violentemente a dividere Ventimiglia, unica città fuori dalla Calabria dove viene festeggiata da 4 anni.

A riaccendere le polemiche, in particolare, la presenza fuori dalla chiesa di San Michele del consigliere comunale della Lega Massimo Giordanengo. E pure il presunto “inchino” che durante la processione, a giudizio di Christian Abbondanza della Casa della legalità, che lo ha filmato, il corteo avrebbe tributato a Carmelo Palamara, fratello di Antonio, scomparso negli anni scorsi e boss della locale ventimigliese. Il primo a stigmatizzare la partecipazione di Giordanengo, in una città che a fatica cerca di scrollarsi di dosso il marchio di “locale di ’Ndrangheta”, è stato l’ex sindaco Enrico Ioculano, che già aveva preso pubblicamente le distanze dall’evento lo scorso anno: «Inutile fare continui riferimenti ai giudici Falcone e Borsellino e poi partecipare a eventi che certo non avrebbero visto la loro presenza. Ci sono partecipazioni inopportune a prescindere, visto il significato simbolico che certi eventi assumono e che in alcuni contesti possono essere portatori di messaggi ambigui».

Con una stoccata sul passato: «Non è la prima volta che la Lega ha queste cadute di stile. Era già accaduto con la presenza a Ventimiglia del deputato Domenico Furgiuele - continua Ioculano - contestato anche dalla Lega in Calabria». Se Giordanengo aggiusta un po’ il tiro («Abito a pochi passi da San Michele, ero lì a titolo personale»), a prendere le distanze è il sindaco, Gaetano Scullino: «La partecipazione di Giordanengo era a titolo personale, in quanto la celebrazione religiosa era presso la chiesa di San Michele dove si stavano raccogliendo fondi per riacquistare un videoproiettore per la scuola materna. L’amministrazione non ha partecipato perché ritiene inopportuno festeggiare la Madonna di Polsi che nulla ha a che vedere con le nostre tradizioni religiose. Presto con orgoglio verrà inaugurata la piazza intestata a Falcone e Borsellino».

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