L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 settembre 2019

L'eccellenza italiana che gli euroimbecilli con l'avallo di quelli nostrani vogliono scippare all'Italia

L’Italia aderisce al programma britannico per il caccia Tempest

10 settembre 2019 


Adesso è ufficiale: dopo la Svezia anche l’Italia aderisce al programma britannico Tempest per la costruzione di un caccia multi-ruolo di sesta generazione. Oggi, a Londra, la firma di una dichiarazione d’intenti per collaborare al programma tra i direttori degli armamenti di Italia e Gran Bretagna. Lo si apprende dal ministero della Difesa.

A firmare il Memorandum of Intent, in occasione del salone Dsei (Defence & security exhibition international), sono stati il generale Nicolo’ Falsaperna, Segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, e il suo omologo Simon Bollom.

La Dichiarazione d’Intenti, fa sapere la Difesa, impegna entrambi i Governi a sviluppare ulteriormente le proprie capacità nel settore ‘Combat Air’. Essa è il risultato di un “Government feasibility study” congiunto, lanciato a seguito della pubblicazione sulla Combat Air Strategy britannica al Farnborough Air Show del luglio 2018.


“Lo studio – sottolinea la Difesa – ha portato alla conclusione che Gran Bretagna e Italia sono partner naturali nel settore del Combat Air, anche in virtù della collaborazione esistente tra la Difesa dei due Paesi e in particolar modo tra l’Aeronautica Militare e Royal Air Force che impiegano sistemi d’arma comuni, Eurofighter e F-35”.

Infatti, afferma ancora la Difesa, “grazie alle esperienze derivanti dall’impiego di tali assetti e da una visione comune su dottrina, addestramento ed esperienza operativa, è stato registrato un forte allineamento di vedute in merito alle caratteristiche necessarie ad un sistema aereo di prossima generazione”.

A ciò si aggiunge “la cinquantennale esperienza di collaborazione che le due Nazioni hanno maturato nello sviluppo e supporto di velivoli da combattimento con i programmi Panavia Tornado ed Eurofighter”.

Entrambi i Governi hanno confermato la “comune volontà di stabilire una solida base industriale per poter sviluppare le necessarie capacità tecnologiche ed assicurare il successo del programma, esprimendo la volontà di fare affidamento sulle rispettive industrie nazionali, comprese le realtà’ industriali condivise quali Leonardo e MBDA, oltre che Avio ed Elettronica”.

“L’avvio di questa importante parternship fra Italia e UK in un settore strategico quale quello dell’aerospazio, è un risultato molto positivo. Raggiunto grazie ad un lavoro efficace e concreto, e ulteriore conferma dell’eccellenza dell’industria italiana della Difesa” ha dichiarato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.


Al Salone DSEI 2019 proprio MBDA ha fatto il punto sul programma mostrando uno spaccato di alcuni dei suoi lavori in corso come coordinatore degli armamenti all’interno del Team Tempest, evidenziando ulteriormente i vantaggi di questo nuovo approccio alla progettazione di un futuro sistema di combattimento aereo.
MBDA sta contribuendo a garantire che sistemi di armi innovativi integrino il design all’avanguardia e le nuove tecnologie della piattaforma.

Questo accordo di collaborazione sta già dimostrando il potenziale per offrire miglioramenti delle capacità in una serie di missioni che hanno portato ai concetti esposti alla DSEI quest’anno.

Nel campo della Sopravvivenza in Attacco e nel Controllo dell’Aria, lavorare a stretto contatto con Leonardo e BAE Systems ha portato MBDA a sviluppare concetti per un sistema di capacità difensive hard kill (HK-DAS) in grado di tracciare, colpire e intercettare i missili in arrivo contro il Tempest in ambienti ad alta minaccia.
Sfruttando la comunanza, la modularità e il riutilizzo del concetto HK-DAS, MBDA sta esplorando lo sviluppo di un micromissile aria-terra di forma ridotta e capacità scalabile che migliorerà le prestazioni del Tempest nel ruolo di supporto aereo ravvicinato (CAS) e la persistenza in attacco.

Attingendo alla precedente esperienza di integrazione delle armi sia di MBDA sia di BAE Systems, i concetti innovativi di stiva di carico (payload bay) e lanciatore facilitano un migliore caricamento delle armi, come il Within Visual Range Air-to-Air Missile (WVRAAM).

Al di fuori dei concetti in mostra, il contributo di MBDA al sistema Open Mission PYRAMID * sta sfruttando le tecnologie sviluppate nel campo del comando e controllo della difesa aerea a terra (GBAD) (C2) per migliorare l’efficacia operativa di Tempest negli impegni aria-aria e per l’efficacia nel controllo dell’aria.
Inoltre MBDA lavora anche Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR) con Leonardo e BAE Systems in cui l’azienda missilistica europea. sta lavorando per sfruttare effettori sulla rete di sensori migliorando il quadro di consapevolezza situazionale disponibile per i piloti.

Mentre i missili di prossima generazione precedentemente esposti insieme al Tempest – il Meteor e la famiglia di armi SPEAR – saranno ottimizzati per l’impiego sul futuro sistema di combattimento aereo, MBDA è al centro della fase di progettazione del sistema sta creando un architettura sinergica tra armamenti e piattaforma per ottenere una significativa moltiplicazione della forza.


Alla base di tutto questo lavoro c’è la sfida ai processi e alle tecnologie, per fornire un cambiamento radicale nel costo, nella lunghezza e nella complessità dell’integrazione delle armi.

Chris Allam, Amministratore delegato di MBDA UK, ha dichiarato: “L’approccio di partnership fornito dal Team Tempest consentirà di migliorare i tempi, la complessità e i costi delle campagne di integrazione del sistema di armi. Essere coinvolti nello sviluppo di nuove interfacce, progetti di alloggiamenti e processi di integrazione sarà anche un fattore chiave per lo sviluppo a spirale degli effettori complementari in futuro.

Stiamo utilizzando il nostro ruolo unico in questa collaborazione per garantire che il futuro aereo da combattimento sia in grado di utilizzare appieno le armi esistenti e le armi pianificate, supportando al contempo una gamma completa di studi di progettazione del sistema che valutano lo spazio commerciale tra la futura piattaforma di combattimento e le armi del futuro”:

(con fonti Ansa, AGI e MBDA)

Foto MBDA e Bae Systems

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