L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 settembre 2019

Ora non ci sono scusanti, Vox Italiae c'è

Fusaro lancia Vox Italiae: partito populista, sovranista e socialista, anti euro e Nato

- 16 Settembre 2019

ll Filosofo Diego Fusaro sul Conte Bis è stato chiaro: “E’ stata la sconfitta del laboratorio sovranista giallo-verde, è riuscito l’intento della classe dominante cosmopolita: quello spezzare il fronte populista”.

A seguito di queste dichiarazioni in un migliaio si sono ritrovati a Roma per l’Assemblea costitutiva di Vox Italiae, il movimento politico populista, sovranista e socialista nato dall’idea del filosofo Fusaro.

“Di Maio e Salvini avevavo dato l’impressione di poter finalmente archiviare un ordine costituito iniquo e granitico, personificato dalla endemica presenza nei luoghi della decisione dei sedicenti “tecnici”, di uomini cioè che servono gli interessi dei più forti facendo finta di rispettare soltanto regole neutre e inaggirabili. Questa suggestione si è squagliata di fronte alla protevia delle forze della “reazione”. Che fare, quindi? Limitarsi ad assistere passivamente al triste riproporsi di una dicotomia fasulla e artefatta, che alterna una finta destra ed una finta sinistra al fine di chiudere un equilibrio di sistema che tutela in definitiva la destra del denaro e la sinistra del costume non è più possibile. Abbiamo il dovere di offrire agli italiani una proposta politica che dia rappresentanza ai tanti che non vogliono tornare a vivere nel vecchio e fallimentare recinto che ha contraddistinto la seconda Repubblica”, questo l’appello dei costituenti di Vox Italiae.

“Diamo quindi vita ad nuovo partito politico, autenticamente sovranista e keynesiano, socialista, populista e democratico, che difenda i legittimi interessi nazionali senza ledere quelli di nessun altro; che riscopra il valore di una coerenza programmatica oggi umiliata da chi crede di poter dire all’infinito tutto e il suo contrario; che riconcili la cultura con la politica; che funga da cinghia di trasmissione tra il popolo e le istituzioni; che difenda i valori della nostra Costituzione continuamente disattesi da affaristi e globalisti di ogni risma; che riscopra con orgoglio la nostra identità e le nostre radici, senza per questo aizzare sentimenti sciovinisti o fanatici che non ci appartengono. Vogliamo perciò ridare dignità alla politica, che non è necessarimente un luogo insalubre abitato per forza da malfattori professionali, ma il centro nevralgico che guida e indirizza la vita di qualsiasi comunità che vuole dirsi civile, ordinata ed improntata al rispetto della giustizia sociale”.

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