L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 settembre 2019

Perchè no? con il Partito Comunista di Rizzo

POLITICA
Mercoledì, 4 settembre 2019 - 19:17:00

"Questo è il governo delle banche". Comunisti in piazza contro M5S-Pd

Marco Rizzo ad Affari: "La prima opposizione siamo noi"

di Alberto Maggi


Appena pubblicato l’esito del voto su Rousseau, Marco Rizzo ha subito chiamato a raccolta i comunisti per scendere in piazza contro il nuovo governo. Il segretario del PC si chiama fuori dal sostegno al governo giallo-rosso, definizione che contesta con sdegno. E lancia la proposta di un fronte ampio, con sindacati e forze politiche a sinistra del nuovo governo per non lasciare come unica opposizione la destra di Salvini. Ecco le sue parole per Affaritaliani.it.

Rizzo, che giudizio avete sul nuovo esecutivo giallo-rosso?

Guardi, di rosso mi sembra non ci sia proprio niente. Il partito democratico da tempo non è più un partito di sinistra, se con questa espressione intendiamo chi ha a cuore la difesa dei diritti dei lavoratori e delle classi popolari. Anzi è il partito delle banche, dell’Unione Europea, della fedeltà alla Nato, delle peggiori politiche antipopolari. Quindi nessuna illusione: questo governo parte con i peggiori auspici, sostenuto e voluto dai poteri forti. I margini di manovra delle forze politiche italiane in questo sistema sono ridottissimi. Non sarà un governo amico dei lavoratori, dobbiamo avere la forza di contrastare la narrazione di un governo “di sinistra” altrimenti tra qualche anno il paese sarà tutto nelle mani di Salvini. Per questo da subito scendiamo in piazza.

Eppure il popolo di sinistra ha accolto bene l’uscita di Salvini al governo e il fatto che si sia scongiurato il rischio elezioni. Per voi non è così? 

Ormai le forze di sinistra moderata hanno abituato i loro elettori a fare solamente tifoseria contro qualcuno. Prima c’era Berlusconi, oggi Salvini, il copione è lo stesso. Sia chiaro, anche noi comunisti abbiamo guardato con preoccupazione e contestato i provvedimenti razzisti, reazionari e repressivi dell’ex ministro dell’Interno, e siamo contenti che non sia più al governo. Ma se in nome di evitare che la destra torni al governo si giustificheranno le solite politiche di attacco ai diritti dei lavoratori e delle classi popolari, se opporsi a Salvini significa cadere nelle braccia delle cancellerie europee, ho il timore che la Lega raccoglierà consensi a valanghe in questi mesi. 

La sinistra presente in Parlamento ha scelto di sostenere l’esecutivo, voi invece chiamate una piazza contro?

Non mi stupisce. Un po’ di spirito di autoconservazione, ma soprattutto una scelta di campo ormai chiara. Questo è il governo dell’Unione Europea e quella sinistra presente in Parlamento è la forza più europeista. In questo contesto la sinistra che va al governo non otterrà alcun risultato politico, se non quello di compromettersi ulteriormente agli occhi dei lavoratori, perché non c’è più spazio per battaglie progressiste nei vincoli imposti da Bruxelles e nella attuale congiuntura globale. O si rompe con questo sistema, o si fanno le politiche che vogliono le banche e la Confindustria, non c’è una terza via.

Non vi disturba sapere che in piazza scenderete voi prima e poi fratelli d’Italia e Lega? 

No, vogliamo sia chiaro che la prima opposizione a questo governo sarà dei comunisti, perché se lasciamo che passi l’idea che la destra è l’opposizione a questo governo la crescita di quelle forze sarà inevitabile. Vogliamo rompere questa finta alternativa tra sovranisti e europeisti, che in realtà per la maggior parte seguono gli stessi interessi. Bisogna creare uno spazio autonomo in grado di dare voce agli interessi dei lavoratori e delle classi popolari.

Che però in larga parte hanno votato cinque stelle…

Appunto, oggi è il momento di riconquistarli. Sono sicuro che buona parte di quell’elettorato che aveva votato cinque stelle perchè cercava una alternativa ed era deluso dal centrosinistra non sia contento del governo con la Lega e neanche di questa nuova svolta con il PD. Questo è il nostro obiettivo oggi, e per questo abbiamo fatto un appello alle forze sindacali e politiche di classe, che condividono con noi l’idea della costruzione di un altro modello di società dell’uscita da Unione Europea, euro e Nato come suo presupposto. Con chi oggi a sinistra non cede alle sirene del governo Conte è nostro dovere dare battaglia insieme. Costruire insieme un fronte di opposizione sociale fatto di lotte, è l’unica soluzione che può sconfiggere tanto la destra, quanto questa finta sinistra inconcludente e succube dei poteri forti.

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