L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 settembre 2019

Roma - La guerra della monnezza continua

AMBIENTE

Rifiuti, vertice al ministero
La crisi della differenziata

L’incontro ha anticipato quello della prossima settimana tra il ministro Sergio Costa, la sindaca Virginia Raggi e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti

di Manuela Pelati
10 settembre 2019

Casal Bertone (foto Ansa)

Strade sporche e odori insopportabili. I cassonetti colmi di rifiuti sono tornati a invadere le strade di Prati da via Germanico a via Fabio Massimo, da piazza Mazzini a viale delle Milizie. E le discariche a cielo aperto sono denunciate sui social da via Mamertina nel VII Municipio a via Carovilli a La Rustica, a via del Fontanile Arenato alla Pisana.

Il nervo scoperto della raccolta rifiuti — secondo il Campidoglio — riguarda la differenziata dei commercianti, alberghi e uffici che viene fatta con l’appalto esterno di Ama. E le isole ecologiche dopo il finesettimana sono prese d’assalto per conferire montagne di spazzatura.

Le questioni degli impianti e del rispetto dell’ordinanza regionale di luglio per l’emergenza rifiuti sono state ieri al centro della riunione al ministero dell’Ambiente tra il segretario Mariano Grillo, la direttrice rifiuti in Campidoglio Laura D’Aprile e la responsabile in Regione, Flaminia Tosini. L’incontro ha anticipato quello della prossima settimana tra il ministro Sergio Costa, la sindaca Virginia Raggi e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Un vertice urgente dopo l’allerta lanciata dalla stessa sindaca Raggi venerdì scorso. «Ci sono impianti di trattamento dei privati — aveva detto Raggi — che non rispettano l’ordinanza regionale».

Ieri la direttrice rifiuti della Regione, Flaminia Tosini, ha spiegato che dopo le manutenzioni estive, gli impianti Saf di Frosinone ed Ecologia di Viterbo stanno riprendendo a pieno regime e il termovalorizzatore di Acea a San Vittore è già ripartito da una settimana, mentre i contratti con le Marche e l’Abruzzo sono accordati, è una questione di giorni. Ama invece non ha ancora sostituito (la legge prevede 180 giorni, sono trascorsi 9 mesi) il Tmb distrutto dal Salario: sarà affittato un impianto per 750 tonnellate al giorno di indifferenziata.

Ma la questione scottante per la prossima settimana al vertice tra sindaca, governatore e ministro sarà quella del sito di conferimento (discarica) da individuare subito per Roma perché a dicembre 2019 quella di Colleferro chiuderà senza possibilità di deroghe.

Intanto dal bilancio di ieri è emerso che degli otto siti di trasbordo previsti per l’invio dei rifiuti con i tir fuori dal Comune, Ama ha attivato solo quello di Saxa Rubra e ha raddoppiato la quantità di rifiuti al Tritovagliatore mobile di Ostia (110 tonnellate al giorno) ma la struttura ne potrebbe lavorare il triplo. Rimane aperto il nodo del bilancio di Ama 2017: il Campidoglio non ha dato ancora il via libera per incongruenze con le richieste.

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