L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 settembre 2019

Sgarbi rivela il suo vero io, mentre il fanfulla dimostra di essere l'alter ego nel Sistema massonico mafioso politico del corrotto euroimbecille Pd

Elezioni regionali, Sgarbi in soccorso di Mario Occhiuto intercede con Matteo Salvini

ESCLUSIVO | Il critico d’arte, presente in una chat di leghisti calabresi, tenta di fornire una strategia favorevole alla candidatura a presidente della Regione Calabria del sindaco di Cosenza ad una platea di disorientati. Secondo il noto professore nazionale potrebbero optare per una vicepresidenza di Catanzaro

di Pa. Mo. 
martedì 10 settembre 2019 12:58


Manovre, riunioni, intercessioni, nella politica calabrese si trova di tutto in questo periodo. Apparentemente tutto sembra immobile in vista delle elezioni regionali ma, nei sottofondi della politica ufficiale, si muove di tutto e, soprattutto, ti puoi imbattere in personaggi che mai ti saresti aspettato d’incontrare nel mondo delle manovre pre elettorali di una Regione come la Calabria. Ed ecco che seguendo le tracce di questa politica sotterranea, sconosciuta alla maggioranza dei calabresi, veniamo a conoscenza che il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi partecipi ad una delle chat politiche della Lega calabrese e scopriamo il Vittorione nazionale nell’insolita veste di mediatore politico. Anzi di più di avvocato delle ragioni pro Mario Occhiuto, quale candidato unitario del centrodestra unito. Emerge uno spaccato dal quale si percepisce una Lega calabrese disorientata, senza una guida, priva di una bussola.

Nella discussione, da noi intercettata, cogliamo anche qualche disappunto sull’atteggiamento del “capitano” reo, a detta di qualche militante, di snobbare la Calabria. E Sgarbi supplisce alla mancanza di guida, cerca di fornire una strategia, chiaramente in funzione pro Mario Occhiuto. Sullo sfondo, si avverte la pressione del primo cittadino bruzio il quale, evidentemente, non demorde dal suo obiettivo, dal continuare, imperterrito, nella strategia di imporre la sua candidatura a Presidente della Regione a tutto il centrodestra.

Sul piano politico, infatti, l’impresa è apparsa complessa fin dall’inizio. In questi giorni poi, causa la crisi di governo, ha avuto un’ulteriore complicazione. La candidatura del sindaco di Cosenza è in quota Forza Italia, FdI e Lega non hanno mai dato il via libera alla sua candidatura e dopo la crisi Salvini e Berlusconi sono praticamente ai ferri corti. A ciò si aggiunga la velleità di Wanda Ferro a riproporre la sua candidatura, un’ipotesi che, secondo autorevoli indiscrezioni, non dispiacerebbe affatto a Giorgia Meloni. Il percorso di Mario Occhiuto, dunque, si era ulteriormente complicato. Tuttavia, la politica è l’arte del possibile, ma anche dei buoni uffici nei luoghi dove si conta e si decide. E così Occhiuto ha messo in atto una strategia della pressione nei confronti di Matteo Salvini e della Lega, evidentemente, ritenuto il vero ostacolo sulla strada della conquista del via libera definitivo alla sua candidatura.

Vittorio Sgarbi, poteva essere la chiave giusta per accedere al cortile di casa Salvini. Il professore, infatti, a inizio del secondo mandato di Occhiuto era stato nominato anche assessore per qualche tempo. Un’operazione più che di sostanza, dai risvolti mediatici. Sgarbi fu nominato dal sindaco bruzio insieme a Padre Fedele Bisceglie. Una nomina a cui rinunciò qualche mese dichirando di “non essere stato messo nelle condizioni di svolgere il ruolo di assessore al Centro storico di Cosenza”. In sostanza non era stato pagato.


Il professore più rissoso d’Italia a questo punto riappare nella galassia pro Occhiuto (non ci è dato sapere se gratis o a pagamento) in qualità di negoziatore della candidatura di Occhiuto presso il leader del partito che si ispira ad Alberto di Giussano. Il prof. Sgarbi partecipa ad un gruppo chat di sostenitori e dirigenti della Lega calabrese. Come e perché è un arcano. E proprio in questo gruppo chat lo vediamo impegnato a convincere alcuni degli altri militanti leghisti ad accettare la soluzione di Occhiuto, in cambio di una vicepresidenza leghista di Catanzaro alla Regione. Sgarbi interviene dopo aver comunicato agli ignari militanti che Matteo Salvini nella discussione con gli altri interlocutori del centrodestra sulla Calabria non aveva avanzato pretese. Evidentemente, il professore dichiara la sua disponibilità a dare una mano in Calabria, solo con un centrodestra unito, e soprattutto con dentro la Lega -scrive il professore- e comunica anche la rinuncia alla Calabria da parte della Lega. A questo punto, uno dei componenti del gruppo scrive: “perdere Sgarbi sarebbe un peccato”. Sempre lo stesso interlocutore poi, esprime il suo malumore: “lo immaginavo, -afferma amareggiato- di noi non se ne frega nessuno -prosegue- amici della Lega avete sentito il prof. Sgarbi??? Il nostro Capitano ci snobba”.

All’interno della chat, a questo punto, il malessere diventa palpabile, e la strategia della Lega in vista delle regionali criticata. Il prof. Sgarbi irrompe nella discussione e, svestiti i panni del critico d’arte e del provocatore mediatico, indossa quelli del moderato mediatore e stratega politico e consiglia: “in ogni caso dovete negoziare. Un vice presidente leghista di Catanzaro e Occhiuto di Cosenza potrebbero governare con l’impegno che, innegabilmente, il secondo ha mostrato a Cosenza. Sedersi a ragionare”.

Sgarbi, in sostanza, tenta di fornire una strategia ai disorientati leghisti calabresi. Una strategia che punta a preparare la volata al sindaco di Cosenza. Cavallo di Troia targato Occhiuto, o neo sostenitore del leghismo calabrese? Mistero. Riuscirà il nostro eroe a convincere il “Capitano” della bontà della candidatura del sindaco di Cosenza? Difficile fare previsioni. Sabato, però, Sgarbi incontrava Salvini a Borgosesia, in provincia di Vercelli, è proprio il leader leghista che lo annuncia postando anche una foto del loro incontro. Sarà un caso? Può darsi. In politica però il caso è sempre preparato.

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