L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 settembre 2019

Tassi negativi, redditività in discesa, le banche rischiano fallimento e nulla si puote

Banche e tassi negativi: ‘possibile fallimento di qualche grande banca, a quel punto qualsiasi intervento Bce sarà inutile’

18/09/2019 11:03 di Laura Naka Antonelli

Al fine di alleviare i problemi di redditività delle banche, Mario Draghi ha lanciato una sorta di cuscinetto, ovvero il sistema del tiering, che esente una parte delle riserve in …

La politica monetaria incentrata sui tassi negativi rischia di far fallire, prima o poi, le banche dell’Eurozona: è l’avvertimento lanciato da Simon Baptist, responsabile economista globale presso l’EIU (Economist Intelligence Unit), pochi giorni dopo la decisione della Bce di Mario Draghi di tagliare ulteriormente il tasso sui depositi, dal -0,40% al -0,50%.

“Credo che ci siano diversi interrogativi riguardo alla redditività del settore bancario” europeo, ha detto Baptist alla Cnbc.


Le parole dell’economista sono l’ennesima conferma della carrellata di critiche che continua ad assediare il numero uno della Bce Mario Draghi. 

Il suo bazooka monetario, lanciato lo scorso giovedì 12 settembre, ha fatto di nuovo imbestialire la Germania, tanto che Draghi è stato definito dal Bild come il conte Dracula, e ribattezzato Draghila.

Viene ricordato come sono anni, di fatto, che le banche dell’area euro fanno fronte agli effetti negativi di un contesto di tassi inferiori allo zero. In Eurozona, la Bce ha portato i tassi allo zero nel 2012, per poi abbassarli e renderli negativi nel 2014.

I bassi tassi di interesse tendono a zavorrare la redditività del settore, in quanto riducono il margine di interesse delle banche, ovvero la differenza tra gli interessi che le stesse percepiscono erogando crediti alla clientela e gli interessi che versano ai correntisti e a chi sottoscrive obbligazioni.

“Se i tassi di interesse rimarranno al di sotto dello zero, sicuramente non tutte le banche, così come sono oggi, riusciranno a rimanere in utile tra dieci anni”, ha continuato Baptist, secondo cui, con il permanere di un contesto del genere, il panorama bancario necessariamente sarà costretto a cambiare.

“Ci sarà in ogni caso un processo di consolidamento….forse attraverso il fallimento di qualche banca, o con alcuni cambiamenti radicali ai modelli di business”.

Certo, al fine di alleviare i problemi di redditività delle banche, Mario Draghi ha lanciato una sorta di cuscinetto, ovvero il sistema del tiering, che esente una parte delle riserve in eccesso dall’applicazione dei tassi negativi. Ma per l’esperto del panel questo è semplicemente “un tentativo” per aiutare gli istituti, che non riuscirà a salvare la situazione. E questo perchè le banche continueranno “a soffrire, e anche molto, a causa di quella perdita del margine di interesse”.

Tra l’altro, un avvertimento dello stesso genere è arrivato oggi da Agustin Carstens, numero uno della Banca dei Regolamenti Internazionali, nota anche come Banca delle banche centrali: “Se arriveremo a esagerare con i tassi negativi, in futuro potrebbero iniziare a presentarsi minacce per la stabilità finanziaria”, ha detto in un’intervista rilasciata a Bloomberg.

Tornando al rischio di fallimento delle banche in Eurozona, alla domanda se a rischio sia la sopravvivenza di grandi banche del calibro di Deutsche Bank, l’economista di EIU ha affermato che sì, “qualche rischio del genere esiste” , tanto da considerare “plausibile lo scenario di una recessione”, nel caso di fallimento di qualche grande istituto finanziario.

Anche perchè, “se si dovesse mai verificare un evento come il fallimento di una grande banca, non c’è niente dal fronte della politica monetaria che potrebbe essere fatto per compensare un tale evento. Bisognerebbe, semplicemente, aspettare che il colpo venga assorbito”.

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