L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 ottobre 2019

Banca Etruria - l'ordine è perentorio salvare ancora una volta il Boschi, è un intoccabile. La procura esegue. La giustizia non è uguale per tutti, per alcuni è più uguale che per altri


Pier Luigi Boschi

AREZZO
Etruria, gip si riserva su Boschi e ultimo cda
Procuratore rinnova richiesta di archiviazione

04.10.2019 - 12:07

Banca Etruria, il gip Piergiorgio Ponticelli si è riservato la decisione sulla posizione di Pierluigi Boschi e degli altri ex vertici Bpel in merito alla vicenda della liquidazione del direttore generale Luca Bronchi. Il giudice potrebbe sciogliere la riserva nei prossimi giorni.

Il procuratore Roberto Rossi nel corso dell'udienza svolta al tribunale di Arezzo, ha ribadito la richiesta di archiviazione per tutti in quanto, secondo ciò che è emerso dalle indagini, non vi sarebbe stata una condotta negligente del cda e dei vice presidenti di Etruria nell'avallare la buonuscita di Bronchi, per la quale lo stesso Bronchi è stato condannato in primo grado (bancarotta) e Lorenzo Rosi, ultimo presidente Bpel, è sotto processo.

Il giudice Ponticelli, che ha respinto la richiesta di non luogo a procedere proposta dalla procura, ha voluto però sentire l'accusa e gli avvocati delle parti in causa, per poi valutare. Può decidere a questo punto se archiviare, indicare una imputazione coatta oppure disporre nuove indagini.

Al centro di tutto c'è la liquidazione di Bronchi (1,2 milioni lordi, 700 mila euro netti di cui 400 mila sarebbero non dovuti, quindi confiscati) che fu votata quasi all'unanimità. Dodici le posizioni in sospeso, tra cui quella dell'ex vice presidente Boschi, babbo dell'ex ministro Maria Elena. Sulla liquidazione Bronchi si sono già espressi di giudici, Anna Maria Loprete e Giampiero Borraccia, che hanno escluso responsabilità per i membri del cda che non ebbero modo per la rapidità dei tempi di approvazione di sviscerare la pratica, limitandole a coloro che svolsero la trattativa: il presidente Rosi e il direttore Bronchi.

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