L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 ottobre 2019

Creare confusione e caos culturale in una poltiglia dove nulla si distingue. Appiattimento totale ed eterno, siamo sacrificabili e intercambiabili, pura merce di scambio e di consumo

Se c'è la goccia è GIM!



Roma, 17 ottobre 2019

"Se c'è la goccia è GIM!".
Così recitava un vecchio refrain pubblicitario della Galbani. Se, tagliando il gorgonzola, colava la predetta goccia, allora si era in presenza del genuino, autentico, saporoso, gorgonzola DOP GIM.
Era la goccia a rilevare come essenziale.
Goccia: GIM; no goccia: no GIM.
Chiaro, limpido, adamantino.
E così per le signore.
Se, aprendo le pagine digitali di un qualunque brogliaccio, c'è una bella signora o una bella ragazza, e questa è vittima, vittima della brutalità islamica, nordcoreana, maschile, razzista, clericale, omofoba et cetera allora qui rilevano le buccine del Potere, a tutto sfiato, nella loro essenza più pura e pagliaccesca.
La tecnica usata è quella illustrata in Son tutte belle le signore dell'Occidente.
Una tecnica che, a prima vista, sembra puerile; e infatti lo è; dev'esserlo, puerile, poiché suo compito è imbonire milioni di micchi che, appunto, reagiscono come esserini puerili. Tecnopueri. Ovvero adulti con mozioni infantili dell'animo.
Basta una foto: inutile proseguire. Asia la Curda (Asia Ramazan Antar, 1997-2016, l'Angelina Jolie del Kurdistan), recentemente risalita alla ribalta per motivi ovvi, agnello sacrificale dei Turchi/Islamici/Latori di Membro Qualsivoglia, sempre cattivacci, persuade, col suo sorriso innocente e irresistibile, legioni di esserini.
Ecco uno dei testi allegati. Di una stupidità disarmante, ne convengo, ma, poiché si rivolge agli stupidi, rimane di una efficacia disarmante:

"Lei è Asia.
Curda. Donna. Bella come il sole. Forse di più. Combattente come una guerriera.
Lei è Asia, che costringono a sposarsi ancora bambina con uno sconosciuto.
Lei è Asia, che dopo tre mesi da piccola si fa grande e riesce a liberarsi di quell'uomo, che di mogli fa collezione, grazie ad una legge contro i matrimoni combinati e la poligamia.
Lei è Asia, che a diciassette anni, mentre le sue coetanee europee sono intente a pianificare come e con chi trascorrere il sabato sera, decide di entrare a far parte delle unità combattenti di protezione delle donne.
Non si fa opinione con la penna, si indossa una mimetica e si brandisce un mitra.
Lei lotta per la liberazione delle donne dalle mani - maschili dell'oppressione patriarcale nella regione curda.
Asia lotta per sè, per tutte le donne. Gli oppressi, le oppresse sono fratelli e sorelle. Asia lotta per le sue sorelle.
Asia lotta contro il terrorismo, contro lo Stato islamico, contro l'Isis. Difende la sua terra, il suo popolo. I media occidentali impazziscono per i suoi occhi.
La causa curda non interessa, lei sì.
Asia rimane indifferente.
Lei combatte e muore.
Muore a 22 anni. Senza un saluto e senza un fiore. Che nessuno potrà portarle perchè nessuno conosce il luogo del suo riposo".

Notare i marker tumorali: vittima e guerriera, oppressione, Stato Islamico, sorelle, popolo, terra, patriarcale.
La più classica inversione di ruolo e senso per liquidare Islam, guerra, patriarcato, popolo e terra. Si inneggia al popolo per liquidare il popolo, si tenta la cetra della "terra madre" per dismettere dall'immaginario la "terra madre" (altrimenti detta Patria).



Ora è di moda inneggiare a un'altra donna curda, Hevrin Khalaf.
Cito da un articolo de "L'Avvenire":

"Sognava un futuro migliore per le donne del suo Paese e un dialogo pacifico fra curdi, cristiani e arabi. La sua vita è finita in modo atroce. Hevrin Khalaf, curda, segretario generale del Partito del futuro siriano, è morta ad appena 35 anni sulla strada che da Ras al-Ayn porta a Qamishli ...
La donna è stata ricordata ieri con commozione dal presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che l’ha definita 'il vero volto del dialogo e dell’emancipazione delle donne in Siria' ...
Profondo cordoglio anche da parte di Renata Natili Micheli, presidente nazionale dell’associazione cattolica “Centro Italiano Femminile”, che ha definito quello di Hevrin 'un delitto efferato che amplifica l’orrore anche per l’offesa di cui è stato fatto oggetto il corpo paragonato dagli assassini a quello di un maiale mentre rimandavano alla grandezza di Dio la miseria dell’azione umana'".


A questo punto necessitano alcune note a margine (ammesso, ovviamente, che tali figure esistano, o non siano, in realtà, che vaghe figuranti oppure - ciò che appare più credibile - ch'esse rivestano tutt'altro ruolo rispetto a quanto evidenziato dalla narrazione del Potere).

Si potrebbe obiettare, a esempio, che l'Angelina Jolie combatteva contro Daesh o ISIS e, quindi, fosse dalla parte giusta.
Ma questo è sempre stato l'equivoco di fondo: credere che il Potere stia da qualche parte. Il Potere, invece, ha un solo punto fermo: l'Utopia della Dissoluzione. L'unica sua coerenza è l'aspirazione alla Dissoluzione dell'Esistente in nome di una Nuova Coagulazione di Dominio: la Monarchia.
Daesh, ISIS, curdi, Turchi, Siriani servono, di volta in volta, al fine di annientare ciò che ancora resiste: la Siria e Damasco, ovviamente, già celebrate dal Tasso e dalla migliore poesia duecentesca, e poi la Turchia, altro sasso da sgretolare in vista della Poltiglia Universale assieme all'Iran.

Il Medio Oriente, dove è nato tutto, è il luogo in cui tutto finirà. Che qualche fregnone di Americano prenda sul serio l'Armageddon in Israele (dove vincerà il Bene sul Male, ovvero la Monarchia Universale contro l'Antico Ordine Umano) è una conferma, pur ridicola, della direzione del mondo, condivisa da Obama, Bush, Clinton, Trump, Blair, Johnson, Merkel e tutta la compagnia di giro che ognuno crede variegata ed è, invece, come le dita di un unico e formidabile maglio contro di noi, i Reietti.

Inutile, poi, discettare infinitamente, da esperti di "politica internazionale" o da finissimi insider della più alta diplomazia, su tali questioni. Gli esperti fanno ridere (quelli americani sbellicare, gli Italiani, invece, fanno pena e basta) così come gli insider. Insider ed esperti vantano una sola funzione: alzare muri di caligine sulla verità. Che è tale perché esposta in evidenza.

Fotografie, piagnistei internazionalisti, celebrazioni: tutto questo indica già dove si vuol andare a parare. I marker verbali sono, poi, una vera sentenza celeste: "futuro" è una di queste ...
Hevrin Khalaf, del Future Syria Party, "sognava un futuro migliore", Greta anela un futuro migliore, Naomi Klein è preoccupata per il nostro futuro, l'Europa Unita e David Sassoli del futuro dei giovani, Asia "Angelina Jolie" Antar aveva a cuore il futuro delle donne sottomesse dal patriarcato pervertito.

Anche qui si riconferma il leit motiv: il Potere del Mondo al Contrario celebra ciò che non è più. Celebra la libertà quando la libertà va estinguendosi, il rinoceronte nero in assenza di rinoceronte, il lavoro in mancanza strutturale e auspicata di lavoro, il futuro quando si sta approntando, giorno dopo giorno, la sua abolizione dall'immaginario collettivo in vista dell'Eterno Presente.
Poiché le idee di libertà, lavoro e futuro (il sol dell'avvenire!) del Potere sono precisamente opposte a quelle naturali, storiche, umane, rilevando come innaturali, a-storiche e disumane.

L'economia è l'ancella della distruzione dell'immaginario.
Si temano gli usurai, ma ben più chi perverte l'animo antico che sempre riusciva a distinguere il grano dal loglio.

Il breviario del nemico consiste di una pagina.

Individuare il nemico non è mai stato così facile.
Impossibile, purtroppo, stenderlo secco. 
 

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