L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 ottobre 2019

Diritto internazionale fottiti - La Nato si schiererà con la Turchia e invaderà la Siria?

Erdogan attacca la Siria via terra, ma per la NATO “la Turchia sarà moderata”

9 Ottobre 2019 - 23:22 

Furiosa la comunità internazionale per l’avvio dell’offensiva terrestre della Turchia nei confronti della Siria. La NATO non reagisce


Parte l’offensiva di terra nel Nord della Siria.Dopo i bombardamenti aerei, che hanno causato la morte di diversi civili, l’esercito è entrato nell’area a Est dell’Eufrate, hanno comunicato i funzionari turchi. Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha detto di voler creare una “zona sicura”.
Siria, Erdogan lancia offensiva terrestre

L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di ospitare i rifugiati siriani, spazzando via le milizie curde. As annunciare l’oltrepassamento del confine è stato il ministero della Difesa turco, citato dall’agenzia Anadolu.

Su Twitter, Erdogan ha scritto che la missione serve a prevenire “la creazione di un corridoio del terrore attraverso il confine Sud, e a portare la pace nell’area”. Il presidente turco ha giurato di “preservare l’integrità territoriale della Siria e liberare le comunità locali dai terroristi”.

Già nelle prime ore dell’attacco aereo, diversi centri abitati sono stati colpiti dai bombardamenti, e i residenti si sono spostati verso le città di Ral al-Ain e Tal Abyad. Le Forze Democratiche Siriane (SDF), supportate dagli USA nella lotto contro l’ISIS, hanno detto che quattro civili sono stati uccisi, e che resisteranno ad ogni offensiva turca. Altre organizzazioni parlano di invece di 15 morti.

Erdogan considera la milizia curda dell’YPG - forza militare delle SDF - un’estensione del movimento per la liberazione del Kurdistan, che ha lottato per tre decadi per l’autonomia dalla Turchia. Il governo turno intende inviare due milioni di rifugiati siriani nella cosiddetta “safe zone”.

Se le truppe turche dovessero dirigersi verso Kobane o Qamishli, dovrebbero attraversare aree densamente popolate, prevalentemente dai curdi.
Turchia, le reazioni della comunità internazionale

Numerose le reazioni per un’operazione militare che sembra non piacere a nessuno. L’attacco - largamente atteso - arriva proprio il giorno dopo in cui Donald Trump minacciava di poter “annientare l’economia turca”. Ma è anche vero che è stato proprio il presidente USA a permettere che succedesse, ritirando le proprie truppe dal Medio Oriente.

Regno Unito e Francia hanno richiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre il presidente uscente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha intimato a Erdogan di interrompere l’operazione.
Siria, NATO: “Turchia sarà moderata”

Più mite la reazione del Segretario Generale NATO Jens Stoltenberg, in conferenza stampa da Roma con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. Stolteneberg ha detto alle telecamere che la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza” e che la NATO, di cui la Turchia fa parte, era stata informata dell’attacco contro i combattenti curdi.

“Conto sul fatto che la Turchia agirà con moderazione e si assicurerà che ogni azione nel Nord della Siria è proporzionata e misurata”, ha detto il Segretario.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, via Facebook, ha espresso “preoccupazione del governo italiano, ribadendo che - a nostro avviso - nessuna risposta militare può rappresentare una soluzione alla crisi in corso. Ogni azione unilaterale in Siria rischia infatti solo di pregiudicare i risultati raggiunti nella lotta contro la minaccia terroristica, a cui l’Italia ha dato un significativo contributo”.

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha denunciato il “vergognoso silenzio dell’Occidente sull’invasione turca della Siria del nord”, facendo appello ad USA e UE affinché si attivino “sanzioni immediate contro la Turchia del sultano Erdogan per l’invasione della Siria del nord e la guerra ai curdi, popolo che tanti meriti ha nella lotta ai tagliagole dell’ISIS”.

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