L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 ottobre 2019

Gli ebrei palestinesi escono sempre puliti dalle peggiori nefandezze

CIPRO, STUPRO DI GRUPPO MA L’ACCUSATA È LA DONNA

Pubblicato 21/10/2019
DI CLAUDIA SABA
Ha 19 anni, la ragazza inglese che lo scorso luglio, durante una vacanza a Cipro, ha denunciato di aver subito uno stupro di gruppo.
Accusati delle violenze, una dozzina di ragazzi israeliani che
in un hotel di Ayia Napa, avevano poi filmato e diffuso la scena secondo il manuale di uno squallido “revenge porn”.
Ma il processo, magicamente, non verterà sullo stupro.
Vedrà invece la ragazza, imputata per falsa denuncia.
Dopo un lungo interrogatorio da parte della polizia, la giovane ha infatti ritrattato tutto.
I dodici israeliani, tutti tra i 16 e i 18 anni, sono intanto tornati in patria accolti quasi come eroi.
Lei, è stata invece arrestata e rinchiusa in carcere per due mesi.
Alla fine, sotto accusa è finita la presunta vittima.
Che denuncia di aver subito forti pressioni psicologiche per ritrattare tutto.
Cipro accoglie circa un milione trecentomila turisti britannici e 230mila israeliani ogni anno.
E questo caso avrebbe senz’altro rappresentato un danno economico per il paese.
Così, dopo la denuncia, la presunta vittima viene di nuovo convocata al posto di polizia.
Sottoposta per ore a un estenuante interrogatorio, è costretta a ritrattare tutto.
“Mi dissero che se non avessi firmato la dichiarazione in cui ritrattavo tutto, avrebbero arrestato i miei amici”.
Lo ha raccontato durante l’udienza in tribunale qualche giorno fa.
Con se’, neppure un avvocato a difenderla e tantomeno un interprete.
“La polizia non ha fatto rilievi nella stanza d’albergo dove è avvenuto il presunto stupro né ha organizzato un riconoscimento dei presunti violentatori. Dai cellulari dei ragazzi israeliani non sono stati scaricati i messaggi e questo è scioccante, perché è una delle prime cose che ci sia aspetta siano fatte. Inoltre non c’è alcun video dell’interrogatorio cui è stata sottoposta la ragazza”, afferma Michael Polak di Justice Abroad, che aiuta chi deve confrontarsi con i sistemi giudiziari stranieri.
L’esito della vicenda potrebbe essere stato influenzato dalle relazioni diplomatiche tra Israele e Cipro.
Alcune organizzazioni internazionali, intervenute sulla questione, hanno duramente condannato i metodi locali.
La stessa Susana Pavlou, direttrice dell’Istituto Mediterraneo per gli studi di genere a Nicosia, fa rilevare la mancanza di video nell’interrogatorio della ragazza e la non accusa immediata ai ragazzi israeliani che “sono tornati in patria senza neanche una tirata d’orecchie nonostante avessero messo in circolazione i video in cui si vedeva la ragazza avere rapporti sessuali con loro”.
Il processo, riprenderà il primo novembre quando uno psicologo britannico, verrà sentito per
certificare le condizioni della ragazza che soffre ora, di forti disturbi da trauma.
Purtroppo, il pregiudizio, è ancora troppo vivo in certi paesi.
Quando si tratta di “giudicare” la violenza, a vincere, è sempre l’orgoglio del maschio.


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