L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 ottobre 2019

Gli ebrei palestinesi hanno paura e si nascondono dietro agli statunitensi

Israele ed Occidente non hanno i mezzi per contrastare la tecnologia iraniana

Maurizio Blondet 19 Ottobre 2019 

DI GILAD ATZMON E NIR DVORI


Quella che segue è una traduzione dell’articolo di oggi dell’israeliano News 12, che analizza le lezioni impartite dal recente attacco alle strutture petrolifere saudite. Sebbene io, come molti altri commentatori, sia convinto che l’offensiva non abbia alcunché a che fare con l’Iran, questa ha dimostrato che le armi di Teheran sono probabilmente superiori alle capacità di difesa occidentali.

Lo scrittore israeliano Nir Dvori sottolinea come l’attacco sia avvenuto 650 km all’interno del territorio saudita. “Ha dimostrato grande efficacia ed efficienza, entrambi i tipi di armamenti hanno infatti accuratamente centrato il proprio bersaglio”. Ha anche messo in mostra un’eccezionale capacità di intelligence – “sia nell’identificare e selezionare gli obiettivi sia nello scegliere la rotta dell’attacco”. A quanto pare, né i droni né i missili da crociera sono stati rilevati, né è stato fatto alcun tentativo di intercettarli. Ciò significa che, nonostante i multimiliardari investimenti sauditi in armamenti e sistemi di difesa aerea occidentali, il loro cielo è tutt’altro che protetto.

Negli ultimi anni Israele ha concentrato i propri sforzi nel contrastare i progetti balistici e di droni dell’Iran. Evidentemente sapeva a cosa sarebbe andata incontro. Il recente attacco al sito petrolifero saudita ha dimostrato come l’Occidente non abbia ancora sviluppato un’adeguata risposta ai missili di precisione iraniani, ai loro missili da crociera lenti o ai loro droni. Questo da solo spiega perché, nonostante le persistenti minacce di Israele di attaccare direttamente l’Iran, sia stata riluttante a metterle in atto. Israele sa quanto sia vulnerabile, e comprende bene le possibili drammatiche conseguenze di un simile attacco. Sa benissimo che, sebbene il proprio sistema antimissilistico possa essere in qualche modo efficace contro la tecnologia balistica V2 tedesca, non ha alcuna speranza contro ciò di cui l’Iran dispone.

Questo aiuta a spiegare perché Israele vuole che siano l’America e la NATO ad attaccare l’Iran per suo conto. Potrebbe essere disposta a fare tutto il possibile per provocare un simile conflitto, da una pesante azione di lobbying ad operazioni false flag.

Trump incredibilmente sembra aver colto quanto la situazione sia instabile. Di conseguenza ha allontanato dalla stanza dei bottoni John Bolton, il proprio falco primario. Il presidente potrebbe trovarsi fuori della Casa Bianca per la propria riluttanza a combattere la guerra di Israele contro l’Iran?

(Il resto su



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