L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 ottobre 2019

Stati Uniti - Il consumo di oppiacei produce una vera moria

Non si arresta l’epidemia di oppiacei negli Stati Uniti, ma le multinazionali si salvano dai processi

23 Ott 2019



Un accordo ha parzialmente salvato le aziende Cardinal Health, McKesson, AmerisourceBergen e Teva da un processo e da una lunga esposizione sui media. Pagheranno l’equivalente di 260 milioni di dollari di risarcimento ai quasi 2500 denuncianti (contee, ospedali, associazioni). Accade in Ohio, il secondo stato americano più colpito. Quello che doveva essere il “processo del Secolo” sugli oppioidi si è concluso con una transazione economica e un risarcimento.

Il 26 agosto scorso, la Johnson & Johnson era stata condannata a pagare allo Stato dell’Oklahoma 572 milioni di dollari per avere in qualche modo contribuito alla diffusione degli oppioidi. Il caso aveva fatto scalpore – anche se il risarcimento era stato ben al di sotto delle richieste, che ammontavano a 17 miliardi di dollari – essendo il primo ad attribuire una responsabilità diretta di una casa farmaceutica nell’opioid crisis che sta toccando gli Stati Uniti.

Il consumo di oppiacei, sia illegali che tramite assunzione di farmaci medicalmente prescritti , ha dato luogo a una vera e propria opioid epidemic che ha contribuito alla morte di oltre 70mila persone negli Usa nel 2018.

Gli oppioidi sono farmaci formulati per replicare le proprietà antidolorifiche dell’oppio: vanno dagli antidolorifici legali come la morfina, ossicodone, o idrocodone prescritto dai medici per il dolore acuto o cronico, alla “classica” eroina fino al Fentanyl.

Nel 2017, secondo la CNN; ci sono stati più di 70.200 decessi per overdose negli Stati Uniti e 47.600 di questi decessi per overdose hanno coinvolto gli oppiacei. Più di 130 persone al giorno sono morte per overdose di oppiacei nel 2016 e 2017.

La prescrizione legale oppioidi ha raggiunto il picco nel 2011, con l’equivalente di 240 miliardi di milligrammi di morfina prescritti, secondo la società di ricerche di mercato, IQVIA Institute for Human Data Science. Nel 2018, il volume degli oppiacei da prescrizione è diminuito di 29,2 miliardi di equivalenti in milligrammi di morfina. 

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