L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 ottobre 2019

Il Politicamente Corretto del Pensiero Unico vuole togliere l'identità cristiana agli italiani

RIMUOVERE IL CROCIFISSO DALLE AULE E’ UN’AZIONE ERRATA E PERICOLOSA – Diego Fusaro

Maurizio Blondet 3 Ottobre 2019 

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L’ultima tragicomica proposta del governo giallofucsia consiste nel rimuovere il #crocifisso dalle aule. Lo si fa “in nome della laicità”, dicono. E’ invece un’azione errata ma anche pericolosa: il crocifisso infatti, non è soltanto un simbolo religioso legato a una fede, ma un simbolo vivente della nostra tradizione, del nostro radicamento storico-culturale, fa parte del patrimonio simbolico dell’Europa di cui siamo figli, tanto quanto la filosofia moderna, o l’illuminismo o l’idealismo tedesco.
Sopprimere il crocifisso consiste in sostanza nella negazione della propria storia, per sfociare in un nichilismo acefalo che è negatore stesso delle radici e della cultura. Proprio in ciò affiora il carattere nichilista del capitalismo di cui questo Governo si fa promotore: propone di abbattere ogni simbolo, ogni radicamento storico dei popoli e propone un piano “liscio”, desacralizzato, senza simboli o riferimenti culturali. Tutto ciò per creare un supporto ideale allo scorrimento delle merci o delle persone che non abbia impedimenti.
Nell’open space della globalizzazione capitalistica non debbono esserci un alto e un basso, un vero e un falso, un giusto e uno sbagliato.
La merce infatti non conosce autorità, non conosce spazio che non sia violabile e ha bisogno di questo relativismo di cui stiamo parlando.
Il turbocapitalismo “sans frontières” ha dichiarato guerra alla religione, tanto che credo si possa parlare non di guerra di religione, ma di guerra alla religione.
Del resto come dichiarava Ezra Pound “il sacro è l’indisponibile rispetto alle logiche mercificanti”, il tempio è sacro perché non è in vendita e il capitale intende profanarlo. #RadioAttività, la pillola del giorno con Diego #Fusaro

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