L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 6 ottobre 2019

Il Progetto Criminale dell'Euro vuole la differenziazione delle politiche fiscali e l'Olanda Belgio sono le cassaforti dei paesi forti intransigenti del Nord

Cementir-Caltagirone, Fca e Mediaset: perché l’Olanda è il bengodi delle holding

6 ottobre 2019


Il 5 ottobre Cementir ha perfezionato il trasferimento della sede legale della ad Amsterdam, in Olanda. Non solo Caltagirone ha la passione fiscale per l’Olanda. Ecco chi e perché preferisce trasferire le sedi delle holding nei Paesi Bassi

E’ operativo da sabato 5 ottobre il trasferimento ad Amsterdam, in Olanda, della sede legale di Cementir (gruppo Caltagirone), come deliberato dall’assemblea straordinaria degli azionisti del 28 giugno scorso. La nuova denominazione della società diventa quindi Cementir Holding NV.

Francesco Caltagirone jr. è unico amministratore esecutivo che riveste la posizione di ceo e chairman. La società ha deliberato la costituzione di una sede secondaria e operativa in Italia, a Roma.

“Cementir segue le orme di migliaia di altre società di tutto il mondo che hanno deciso di trasferire ad Amsterdam la loro sede legale, da Fca a, molto recentemente, Mediaset. Questo perché 
  • la tassazione sugli utili finanziari in Olanda è praticamente nulla e poi 
  • per ragioni di governance: secondo il diritto olandese è molto più semplice per l’azionista di riferimento controllare le decisioni anche se non dispone della maggioranza dei voti in assemblea”, 
ha scritto Il Sole 24 Ore.

Di seguito un breve estratto di un reportage di mesi fa scritto da Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi su ilsole24ore.com:

Mediaset e Fiat-Chrysler, Rolling Stones e U2. Non importa se ti chiami Berlusconi o Agnelli-Elkann, Mick Jagger o Bono Vox, in Olanda sei comunque il benvenuto.

Non è soltanto il 
Fisco, praticamente inesistente per le holding di partecipazioni 
(si veda la tabella con il confronto tra Italia e Olanda), ad attirare uomini e capitali.

C’è anche la flessibilità della governance societaria, con il voto plurimo nelle assemblee degli azionisti. C’è un apparato giudiziario snello e sburocratizzato. Un sistema finanziario dove è facile trovare capitali a costi bassi. E poi ci sono loro, i professionisti delle multinazionali: uno stuolo di fiscalisti, commercialisti, notai, avvocati, advisor e amministratori che rendono fluidi e rapidi i meccanismi di creazione e di gestione delle holding.

IL CONFRONTO FISCALE TRA ITALIA E OLANDA


Fisco, governance e burocrazia inesistente spianeranno dunque la strada alla nuova holding del gruppo Mediaset, dopo che già gli Agnelli-Elkann hanno potuto sperimentarne i vantaggi collocando qui Exor prima e Fca dopo. Quanto a Mick Jagger & C. e a Bono Vox e compagni, loro sono dei veterani, arrivati qui tra il lontano 1972 (i Rolling Stones) e il 1981 (gli U2).

Nel 2009 l’80% delle entrate e il 76% delle uscite degli investimenti stranieri in Olanda passava attraverso società “bucalettere”. Quattro anni dopo, nel 2013, le percentuali sono rispettivamente salite all’83% e al 78%. È un recente rapporto dell’organizzazione non governativa Oxfam a dirlo.

E a confermarlo, nell’ottobre dello scorso anno, è giunto un rapporto del Parlamento europeo sulle società “scudo” (shell companies), che ha preso come indicatore lo stock degli investimenti esteri diretti in relazione al Prodotto interno lordo dei paesi dell’Unione europea. Gli investimenti esteri in Olanda sono pari a più di cinque volte il Pil.

I due lati della medaglia fanno oggi dell’Olanda il paese più attrattivo in Europa per le multinazionali. E Mediaset non sarà certo l’ultima a preferire i placidi canali olandesi.

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