L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 ottobre 2019

Il Sistema massonico mafioso politico muove anche i pezzi più pregiati per difendere l'indifendibile procuratore Roberto Rossi, che sempre sempre ha chiuso l'indagine sul Boschi, omettendo anche di dire di conoscerlo

Il Procuratore Roberto Rossi

AREZZO
Procura, memoria di Rossi
Attestati di stima. Scenari

22.10.2019 - 09:01

Ore cruciali per il Procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi. Il 23 ottobre il plenum del Csm decide se mantenerlo nell'incarico o accogliere la relazione negativa nei suoi confronti della quinta commissione seguendo la linea di Pier Camillo Davigo. Non favorevole anche l'orientamento del ministro Alfonso Bonafede. Caso evidentemente politico oltre che tecnico.

Il magistrato ha presentato una memoria al Consiglio superiore della magistratura nella quale ribadisce i chiarimenti che già in sede disciplinare avevano risolto il caso intrecciato alla vicenda giudiziaria di Banca Etruria.

Quindi gli aspetti della consulenza da lui ricevuta dal governo, ma interrotta prima dell'apertura del fascicolo sulla bancarotta (con il padre del ministro Maria Elena Boschi, Pierluigi, ex amministratore Bpel che compariva tra gli indagati); l'assegnazione dei fascicoli, avvenuta non per scelta ma in base a criteri automatici; la mancata richiesta di insolvenza di Banca Etruria dopo la terza ispezione di Banca d'Italia per il motivo che in Bpel la stessa Banca d'Italia aveva inviato i commissari tentandone il salvataggio con l'amministrazione straordinaria.

Rossi si sottopone al giudizio del Csm amareggiato ma con la consapevolezza di aver agito in modo lineare e corretto, senza "compromissioni" come gli viene contestato. In caso di destituzione, dovrebbe lasciare l'Ufficio di capo della Procura di Arezzo. Potrebbe impugnare la decisione dinanzi al Tar (Tribunale amministrativo). Come reggente ad Arezzo dovrebbe subentrare il più anziano dei magistrati, che è proprio lo stesso Rossi. Dopo di lui c'è per anzianità di servizio la dottoressa Elisabetta Iannelli. Quadro tutto da definire. Intanto si registrano attestati di stima per Roberto Rossi. L'ex membro laico del Csm, Giuseppe Fanfani, lo definisce "magistrato di prim'ordine" e "galantuomo", pur non entrando nelle valutazioni del Consiglio superiore. Il presidente dell'Ordine degli avvocati Roberto De Fraja auspica che resti al suo posto e sottolinea come Rossi "è sempre stato ineccepibile" nella sua conduzione della Procura.

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