L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 ottobre 2019

Iran - continua la guerra sotterranea

IRAN. ESPLOSIONI SU UNA PETROLIERA: IL MINISTERO, ‘COLPITA DA MISSILI’

11 Ottobre 2019

(Foto: Ians).

Notizie Geopolitiche –

Potrebbe essere un nuovo episodio della “guerra delle petroliere” l’attacco subito oggi da un cargo iraniano della National Iranian Oil Company a 60 miglia nautiche al largo di Gedda. Da quanto ha comunicato il ministero del Petrolio dell’Iran la petroliera Sabita, carica di greggio, sarebbe stata centrata da due missili, mentre l’agenzia iraniana Nour News ha parlato genericamente di “esplosioni” le cui cause sarebbero al momento al vaglio dell’equipaggio, salvo al completo.
Incidenti ed attacchi alle petroliere si ripetono con una certa frequenza da maggio, quando due petroliere della Saudi Aramco, ormeggiate nei pressi degli Emirati Arabi Uniti, sono state attaccate da elementi sconosciuti, cosa di cui il presidente Usa Donald Trump ha accusato l’Iran. A metà giugno sono avvenuti attacchi a due petroliere, una giapponese ed una norvegese, sempre nei pressi dello Stretto di Hormuz: anche in questo caso il presidente Usa Donald Trump ha puntato il dito contro l’Iran, ma proprio quel giorno era in visita a Teheran il premier di Tokyo, Shinzo Abe, per cui difficilmente i pasdaran avrebbero minato una petroliera giapponese, carica di greggio diretto in Giappone, rischiando di mandare all’aria le relazioni con i due paesi.
Il 20 luglio, in una tensione crescente, gli iraniani hanno sequestrato una nave cargo britannica carica di greggio nei pressi dello Stretto di Hormuz, la Stena Impero, con a bordo 23 membri dell’equipaggio di cui nessuno inglese, in evidente ritorsione per la Grace 1 iraniana sequestrata agli inizi di luglio da parte della Marina britannica presso lo Stretto di Gibilterra su richiesta degli Usa in quanto diretta in Siria. Le due petroliere sono state in seguito rilasciate.

Nessun commento:

Posta un commento