L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 ottobre 2019

La 'ndrangheta nel sistema giudiziario ci naviga come un pesce nell'acqua. Sin dalla nascita ha aggiustato processi, sentenze o attraverso la massoneria chiaramente quella deviata, o intimidazioni o con scambio di soldi. A tutt'oggi questo dato è confermato


'Ndrangheta, scarcerati i boss Pizzata: scaduto il termine massimo di custodia cautelare

Mercoledì 9 Ottobre 2019

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Sono stati scarcerati i fratelli Antonio e Francesco Pizzata, punti di riferimento della 'Ndrangheta di San Luca ritenuta ai vertici della mafia calabrese secondo numerose indagini, per scadenza del termine massimo di custodia cautelare relativo al procedimento penale sulla presunta sussistenza ed operatività di un'associazione dedita al narcotraffico su Roma. La vicenda giudiziaria risale al 2015, quando è scattata una maxioperazione originariamente a carico di 37 indagati, alcuni dei quali considerati vicini a consorterie della 'ndrangheta di San Luca. I tre imputati potranno ritornare liberi se non detenuti per altra causa.


Questo è il caso di Vincenzo Crisafi, arrestato a Roma, e coinvolto in un altro procedimento. La notizia è stata pubblicata dalla Gazzetta del Sud e rilanciata dal massmediologo Klaus Davi che è anche consigliere comunale di San Luca. Il provvedimento dei giudici romani è giunto all'esito del deposito dell'istanza dei difensori dei tre imputati, a seguito della decisione della Corte di Cassazione che nelle scorse settimane ha annullato con rinvio il processo che vede coinvolti Crisafi e i due Pizzata insieme ad altri soggetti.
A seguito della sentenza della Cassazione, in particolare, l'avvocato Giovanni Taddei, per Antonio Pizzata, e gli avvocati Giandomenico Caiazza e Roberto Rampioni, per l'altro Pizzata, hanno evidenziato che la sentenza di secondo grado è stata annullata relativamente a tutti i capi di imputazione per i quali era intervenuta la conferma della condanna emessa dal primo giudice. I difensori hanno rivelato, inoltre, che il termine massimo di fase era decorso di conseguenza hanno chiesto la scarcerazione dei rispettivi assistiti. I giudici hanno accolto le osservazioni dei legali ed hanno dichiarato inefficaci le misure cautelari applicate. 

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