L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 ottobre 2019

Le sanzioni statunitensi colpiscono duramente l'Iran

IRAN. Anche i cinesi abbandonano South Pars

10 ottobre 2019
Lucia Giannini


La cinese Cnpc si è ritirata dalla fase 11 di South Pars, dando un ulteriore colpo all’economia della repubblica islamica, martoriata dalle sanzioni statunitensi.

Il ministro del petrolio iraniano Bijan Namdar Zanganeh ha detto che Cnpc non avrebbe più aiutato a sviluppare la fase 11 di South Pars, il più grande giacimento di gas del mondo. Non ha chiarito quando il gruppo cinese ha preso la sua decisione o il motivo della sua decisione. Per l’Iran, Cnpc ha abbandonato il progetto a causa delle sanzioni degli Stati Uniti e delle preoccupazioni sui suoi interessi in America, ma il ministero del petrolio iraniano ha detto che non poteva fornire ulteriori dettagli, riportano Memo.

Total ha abbandonato South Pars l’anno scorso per sfuggire alle sanzioni degli Stati Uniti. Le esportazioni di petrolio iraniano, principale fonte di valuta estera per un paese di 80 milioni di persone, sono passate da un picco di circa 2,8 milioni di barili al giorno nel maggio dello scorso anno a qualche centinaio di migliaia. I progetti di sviluppo del petrolio e del gas hanno fatto solo un lento progresso sotto le aziende locali iraniane.

L’Iran ha riposto grandi speranze nel fatto che la Cina continuasse ad essere il suo principale cliente per il greggio e che aiutasse a sviluppare i settori del petrolio e del gas in sofferenza per l’invecchiamento delle infrastrutture e per ritardi nei programmi di espansione.

La possibilità di vincere una partecipazione in South Pars, che l’Iran condivide con il Qatar, è stata considerata un importante bottino per le major internazionali dopo la firma dell’accordo nucleare del 2015. L’accordo del 2017 per lo sviluppo della Fase 11 di South Pars è stato il primo grande contratto firmato con una compagnia petrolifera occidentale in più di un decennio. In base a tale accordo, Total possedeva poco più della metà del progetto, mentre Cnpc aveva una partecipazione del 30%. Petropars deteneva il resto. Quando Total ha lasciato, l’Iran ha detto che Cnpc avrebbe rilevato la sua quota.

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