L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 ottobre 2019

L'Energia Pulita è solo un tassello di un programma più vasto che intende realizzare come, cosa, quanto produrre

Jeremy Rifkin e le energie rinnovabili
22 ottobre 2019

Jeremy Rifkin, illustre economista, sociologo, attivista e saggista statunitense, autore di numerosi studi ed opere dove tratta in particolare dell’impatto che i cambiamenti scientifici e tecnologici hanno su economia, società, lavoro ed ambiente, intervistato sul mercato delle energie fossili e rinnovabili, ha rilasciato un’intervista alla stampa in cui chiarisce alcuni punti fondamentali sull’argomento, dando fiducia in un rapido sviluppo di un mondo sorretto e sospinto da energie sostenibili.
Infatti, nell’intervista aggiunge: “In pochi anni, la civiltà che si muove, lavora, produce e si regge sull’energia prodotta dai combustibili fossili in pochi anni crollerà. In effetti - dice - il costo delle energie rinnovabili oggi è già più basso rispetto a quello di tutte le altre fonti energetiche. Mentre, invece, il mercato delle energie fossili si trova ad un passo dal collasso”. 
Rifkin sostiene che “si tratta della più grande bolla economica della storia: entro il 2028 l’era dei combustibili fossili potrebbe chiudersi per sempre. Resta da chiedersi allora cosa accadrà”.
Si auspica, quindi, la nascita di una società retta con “un’economia verde”. Inoltre, enuncia benefici socioeconomici nel suo sviluppo: “Per costruire e gestire una società retta da un’economia verde, le infrastrutture necessarie per un “new deal” si creeranno milioni di posti di lavoro in Europa e negli Stati Uniti”.
Per quanto riguarda l’Italia, aggiunge Rifkin: “Sarà la futura Arabia Saudita dell’energia eolica e dell’energia solare. Se rimaneste con l’energia fossile, soffrirete il collasso della vostra economia e avverrà molto rapidamente”. 


L’Italia, L’Europa e la Cona sembrano molto più avanti degli USA in questo campo, poiché l’amministrazione Trump sta rallentando la transizione all’energia verde, e molti stati europei sono molto più avanti in questo. Ma ben 29 stati americani stanno investendo verso le rinnovabili, come molti sindaci, il “New Deal” arriverà dalle regioni e il Green New Deal arriverà dalle regioni.
Infine, Jeremy Rifkin, commentando anche il recente movimento di protesta per il clima, ha affermato che esso “È unico nella storia, un movimento di protesta planetario della razza umana in una generazione. Ai giovani che sono scesi in piazza dico: siate vigili, siate forti, non abbiate paura. Ma protestare non basta, andate nelle vostre città, fatevi eleggere nelle istituzioni: siete voi che dovete realizzare il cambiamento!”.
Con queste parole si conclude l’illuminante intervista a Jeremy Rifkin. Parole piene di speranza e di ottimismo verso un futuro garantito dalle energie rinnovabili, regolate da una nuova generazione di giovani che si stanno adoperando per la salvaguardia del pianeta.

Germano Baldazzi

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