L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 ottobre 2019

Mettiamo a tavola i veleni li chiamano diserbanti, pesticidi

ArticoloBerlino, 7 ottobre 2019 

La Germania esporta pesticidi vietati in Europa 

Due pesi e due misure: la Germania vieta l’utilizzo del glifosato sul proprio territorio ma è responsabile dell’esportazione di pesticidi ed altri diserbanti già vietati in Europa 

Credit: Lynn Betts – NRCS

Sede della Bayer, la Germania è tra i principali produttori ed esportatori di pesticidi e diserbanti, molti dei quali vietati in Europa.

(Rinnovabili.it) – In prima linea quando si tratta di tutela ambientale e difesa dell’ecosistema, la Germania è anche tra i principali player mondiali nella produzione di diserbanti e antiparassitari, nonché responsabile per oltre il 10% su scala globale della loro esportazione al di fuori dei confini comunitari, dove cioè le leggi in fatto di tutela di ambiente e salute dei coltivatori sono più morbide o del tutto inesistenti.

Con un’apposita misura inserita nel “Programma d’azione per la protezione dagli insetti”, la Germania – primo tra i Paesi europei – ha scelto di vietare l’uso dei prodotti a base di glifosato a partire dal 31 dicembre 2023: il programma prevede forti limitazioni già a partire dal prossimo anno – con il divieto d’utilizzo in serre, aree pubbliche e parchi – e la creazione di zone di compensazione prive di pesticidi a ridosso di aree sensibili come i corsi d’acqua. Una scelta obbligata, poiché dettata dalla necessità di arginare i rischi derivanti da un’agricoltura intensiva e non rispettosa degli ecosistemi, ma in netto contrasto con gli interessi commerciali di Bayer, cioè della multinazionale tedesca che nel 2018 ha acquistato Monsanto, per l’appunto proprietaria del famigerato erbicida RoundUp.


La Germania si trova in tal modo a percorrere due strade distinte e parallele, vietando sul suo territorio l’utilizzo del controverso glifosato – classificato dall’OMS come probabilmente cancerogeno ma recentemente assolto dalla Corte di Giustizia europea – ed investendo allo stesso tempo nell’esportazione di erbicidi e pesticidi considerati ben più dannosi. Questo almeno è quanto emerso dalla ricerca (testo in tedesco) condotta dalla Pesticide Action Network (PAN), secondo la quale il paese sarebbe responsabile dell’esportazione di pesticidi altamente pericolosi (highly hazardous pesticides HHP) già vietati nell’Unione Europea.

Nel dettaglio: a partire dal 2017 (i dati più recenti disponibili), la Germania ha esportato 59.616 tonnellate di ingredienti antiparassitari (esclusi i gas inerti), 233 diversi ingredienti attivi per la produzione di pesticidi – di cui 62 HHP (equivalenti ad oltre un quarto di tutte le esportazioni) – e 9 pesticidi non approvati per l’uso in Europa, tra cui i pesticidi cianamide, acetoclor e tepraloxydim, classificati in UE come tossici e cancerogeni. “È scioccante – dichiarano da PAN Germania – che la legge europea e tedesca consenta l’esportazione di pesticidi vietati nell’UE. Sappiamo che questi pesticidi vengono spesso esportati in paesi del Sud del mondo, dove la regolamentazione è più debole e ai coltivatori è precluso l’accesso a dispositivi di protezione individuale. Insieme ai nostri partner PAN globali, stiamo lottando per l’eliminazione di questo doppio standard. Vogliamo normative internazionali vincolanti sui pesticidi e la graduale eliminazione degli HHP”.

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