L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 ottobre 2019

NoTav - questi procuratori che si vendono...


post — 6 Ottobre 2019 at 20:22


Poco a poco emergono nuovi dettagli sull’inchiesta che vede al centro il PM Padalino e la sua “cricca dei favori” (ne avevamo già parlato a diverse riprese).

Un ennesimo episodio emerge dalle carte come riferiscono alcuni quotidiani, in questo caso il pm con l’elmetto avrebbe soggiornato con la famiglia in un hotel di lusso con molo privato affacciato sul lago d’Orta nel 2016. Il conto lo pagava direttamente Andrea Giacomini titolare dell’omonima ditta di valvole e componentistica per riscaldamento. A curare la sicurezza dell’hotel c’era un’altra vecchia conoscenza di Padalino, Fabio Pettinicchio, brigadiere della guardia di finanza condannato a 5 anni e 6 mesi per sfruttamento della prostituzione a cui il PM anti-notav dava direttamente consigli su come difendersi in aula.

Stiamo infatti parlando di uno dei due magistrati facente parte del pool espressamente messo in piedi dalla procura di Torino su indicazione del ministero, quando a Torino la priorità era diventata far piegare la schiena ai cocciuti abitanti di un valle piemontese che stavano ridicolizzando la capacità dello stato di garantire commesse e protezione alla grande imprenditoria. Un uomo al tempo incensato dai giornali, in primis dal quotidiano torinese La Stampa, come un eroe democratico, venuto in Val Susa a dare lezioni di moralità e a distribuire decine di anni di carcere ad attivisti dai 18 ai 70 anni.

Come al solito, appena si ha il coraggio di guardare, il TAV si rivela per quello che è: una montagna di merda.

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