L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 ottobre 2019

Stagnazione secolare - La guerra vera, totale che gli Stati Uniti hanno dichiarato e attuato alla Cina è figlia della crisi di sovraproduzzione capitalistica e mancanza di profitti adeguati agli investimenti, è strutturale e non congiunturale, dal 1970 la crisi si avvolge sempre di più su se stessa, con lievi superamenti e ritorni indietri ttraumatici. La crisi si muove a spirale mai uguale i margini per superarla diventano sempre più stretti e contorti

Recessione globale: ecco quando arriverà
19 Ottobre 2019 - 18:00

Quando arriverà la prossima recessione globale? Le previsioni di Moody’s hanno dipinto un quadro preciso 



Quando arriverà la prossima recessione globale?

Alla domanda hanno tentato di rispondere gli analisti di Moody’s, che hanno dipinto un quadro particolarmente dettagliato.

Secondo le loro previsioni, la contrazione dell’economia non sarebbe poi così lontana. Alcuni cambiamenti potrebbero limitare le probabilità di recessione globale, ma in generale la situazione rimarrà grigia.
Quando arriverà la recessione?

Gli osservatori di mercato hanno iniziato a parlare di recessione già sul finire del 2018, quando alcune economie (soprattutto dell’area euro) hanno iniziato a mostrare i primi segnali di rallentamento.

Poi la frenata è arrivata a interessare agli Stati Uniti, mentre le grandi banche centrali hanno scelto di invertire la rotta e di tornare a tagliare i tassi di interesse per sostenere le rispettive economie.

Stando alle previsioni formulate dagli analisti, esiste al momento un’elevata probabilità di recessione globale per il prossimi 12-18 mesi e i policymaker di tutto il mondo non riusciranno ad evitarla.
Cosa fare per evitarla?

Limitare il rallentamento sarà comunque possibile, ma come? Innanzitutto gli Stati Uniti e la Cina dovranno evitare di continuare con la guerra commerciale. Poi le banche centrali dovranno continuare con gli stimoli monetari e il Regno Unito dovrà trovare una soluzione alla Brexit.


“E dirò un’altra cosa: anche se non avremo una recessione globale nel prossimi 12-18 mesi e ormai chiaro che ci troveremo comunque di fronte a un’economia molto più debole,”

ha tuonato Mark Zandi.

Le sue previsioni sono state seguite di poco dagli ultimi dati sul PIL della Cina, che nel 3° trimestre del 2019 è scivolato sui minimi di 30 anni. Un vero e proprio campanello d’allarme per le sorti dell’economia mondiale che, nel giro di un anno, potrebbe finire in recessione.
 

Nessun commento:

Posta un commento