L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 ottobre 2019

Stagnazione secolare ormai tutti la devono dichiarare

Allarme FMI: il 90% del mondo rallenterà, crescita sui minimi del decennio

9 Ottobre 2019 - 10:27 

L’allarme del FMI sull’economia mondiale: il 90% del globo sta rallentando, ma non solo


L’ultimo allarme del FMI sullo stato dell’economia mondiale non ha lasciato spazio a dubbi o interpretazioni.

A lanciarlo è stata Kristalina Georgieva, colei che ha preso il posto di Christine Lagarde a sua volta pronta a sostituire Mario Draghi in BCE.

Nel suo primo discorso come Direttore Operativo del FMI, la donna ha parlato di un rallentamento sincronizzato che, nel 2019, interesserà nientemeno che il 90% delle economie del globo.
Crescita ai minimi del decennio: l’allarme FMI

Le dichiarazioni del FMI sono giunte come un fulmine a ciel sereno. Per Georgieva nel corso dell’anno corrente la crescita economica crollerà sui minimi di inizio decennio.

Non saranno soltanto economie isolate a risentire del rallentamento: la frenata si rivelerà evidente nel 90% del mondo.

Tutto ciò avrà ovvie conseguenze economiche quantificabili di circa 700 miliardi di dollari nel 2020. Per dirla in altre parole l’economia brucerà 0,8 punti percentuali di PIL il prossimo anno.
I motivi della frenata

Il rallentamento, ha continuato la numero 1 del FMI, continuerà ad essere determinato da molteplici fattori tra cui il commercio e le tensioni oggi scoppiate tra economie di spessore (il riferimento è alla guerra dei dazi tra gli Stati Uniti e la Cina).

L’obiettivo adesso dovrà essere quello di trovare il modo per garantire una maggior cooperazione a livello globale. Soltanto così saremo in grado di arrestare la frenata.

La conseguenza di queste previsioni, comunque, sarà ovvia: molto probabilmente nel World Economic Outlook in dirittura d’arrivo il FMI taglierà le previsioni di crescita per l’intera economia mondiale.

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