L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 ottobre 2019

Stati Uniti - forse ricomincia la lotta degli operai per la sopravvivenza

General Motors, lo scontro si fa duro

di R.P.
5 ottobre 2019

Seconda settimana di sciopero alla GM, picchetti, tentativi dei camionisti di sfondare, arresti degli operai di prima fila, licenziamenti per rappresaglia. Nell’era della realtà virtuale torna prepotente l’antica guerra della nostra epoca, quella fra operai e padroni.

Lo sciopero degli operai General Motors (iniziato lunedì 16 settembre) è arrivato alla seconda settimana e si sta scaldando. Gli operai in sciopero si trovano sotto la pressione sia di GM che dei crumiri. La prima ha sospeso unilateralmente l’assicurazione sanitaria ai 49.000 scioperanti, cercando di seminare paure e incertezze tra gli operai in sciopero. Mentre la tensione ai picchetti con cui gli operai fronteggiano i crumiri, ma soprattutto i camionisti che cercano di far entrare e uscire le merci dai magazzini degli stabilimenti, è salita quando sono stati effettuati fermi di polizia ed è intervenuta la magistratura. Ma gli operai con i loro picchetti resistono, anche se all’inizio della seconda settimana i 250 dollari del fondo sciopero non erano ancora stati versati ai partecipanti ai picchetti. Il sito della Local 1853 (la sede sindacale della Uaw a Spring Hill, Tennessee, dove vi è il più grande impianto GM negli Stati Uniti) riporta, per esempio, che il primo assegno verrà consegnato a partire dal 29 settembre, secondo lettera alfabetica, recandosi di persona nella sede sindacale. Analoghi avvisi si trovano per le altre “Local” sindacali dove ci sono le fabbriche della GM.

Alcuni dettagli della lotta, trascorsa una settimana dal nostro ultimo resoconto, danno un’idea dello scontro in atto.

Nove operai della Local 1853 sono stati arrestati venerdì della scorsa settimana per avere bloccato i veicoli che cercavano di entrare nella fabbrica. Lo stesso giorno GM sosteneva che gli operai avessero piazzato chiodi sulle strade per impedire ai crumiri di passare. Prontamente il sabato successivo una Corte del Tennessee interveniva con una ingiunzione che “proibisce: 1) il blocco degli ingressi o delle uscite dagli stabilimenti di Spring Hill di proprietà della GM; 2) qualsivoglia fermo o detenzione dei veicoli sulle strade di accesso alla fabbrica; 3) assalti, intimidazioni, fermi, o distruzioni dei veicoli di proprietà di dipendenti GM o di appaltatori”.

Sempre durante la prima settimana, giovedì 19 settembre, la macchina di un manager di reparto uscendo dalla fonderia GM di Saginaw nel Michigan andava contro gli operai in picchetto. Uscito dalla macchina il manager non contento cercava di spostare gli operai spingendoli fuori dalla strada, è dovuta intervenire la polizia.

Le cronache da altri picchetti riportano di continui scontri tra operai e camionisti che cercano di forzare i picchetti per permettere alla GM di rifornire le concessionarie con i veicoli ancora in magazzino. Infatti, se in questa guerra gli operai devono consumare le proprie riserve e attingere dal fondo per gli scioperi, alla General Motors viene stimata una perdita tra i 50 e i 100 milioni di dollari per ogni giorno di sospensione della produzione. Con perdite di produzione che se possono essere facilmente riassorbite da GM durante gli scioperi brervi, impattano enormemente sui suoi profitti con il perdurare del conflitto, nel momento in cui si sono esaurite le scorte, si sono perse le entrate dai concessionari e tutta la filiera dalla produzione alla distribuzione è coinvolta dalla lunga sospensione della produzione.

Nel corso della settimana scorsa hanno cominciato a circolare la notizia di una possibile sospensione dello sciopero se le proposte avanzate dalla Uaw venissero accolte dalla General Motors. E che un accordo, non si sa su quali base, sarebbe vicino ad essere firmato dal sindacato. Dovrà però essere successivamente ratificato dagli operai e immediatamente la memoria è andata al 2015, quando gli operai della Chrysler rigettarono, con 65% voti contrari, l’accordo firmato dalla Uaw. Gli operai furono giocati poiché gli scioperi erano stati sospesi immediatamente alla firma tra Uaw e Chrysler e la lotta ormai depotenziata non poté ripartire.

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