L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 novembre 2019

Attacco a Euroimbecilandia da parte della banca centrale ungherese. L'Euro è un Progetto Criminale

L’euro è una trappola: l’allarme dalla banca centrale ungherese

Cristiana Gagliarducci
4 Novembre 2019 - 12:42

L’euro è una trappola e i Paesi dovrebbero avere la possibilità di abbandonarlo: l’allarme dal governatore della banca centrale d’Ungheria 
 


L’euro è una trappola e gli Stati che lo hanno adottato dovrebbero essere liberi di scaricarlo.

Parole forti, pronunciate nientemeno che dal governatore della banca centrale d’Ungheria, Gyorgy Matolcsy, in un articolo pubblicato sulle pagine del Financial Times.

La moneta unica è stata introdotta nell’ormai lontano 1999. L’obiettivo è sempre stato quello di garantire la massima adesione all’euro di tutti i Paesi del blocco, anche se ad oggi, questo è utilizzato in sole 19 economie, Ungheria esclusa. Ma da dove arrivano le critiche del governatore, che si è spinto tanto a fondo dal definire il conio una trappola da cui liberarsi?
 
Perché l’euro è una trappola


Nonostante i ripetuti tentativi di abbandonare il fiorino, l’Ungheria non ha ancora abbracciato la moneta unica. Eppure la critica del governatore della banca centrale non si è risparmiata.

A sua detta, tutti gli Stati membri che hanno utilizzato l’euro dovrebbero ammettere di aver commesso un grave errore di natura strategica.

“È giunto il momento di svegliarsi da questo sogno dannoso e infruttuoso. Un buon punto di partenza sarebbe riconoscere che la moneta unica è una trappola praticamente per tutti i suoi membri - per ragioni diverse - e non una miniera d’oro.”

Nel 2011, l’intera Europa è stata trascinata nella crisi del debito sovrano che ha messo in ginocchio numerose economie espandendosi a macchia d’olio e colpendo soprattutto la Grecia. In quell’occasione, alcune personalità di spicco tra cui l’ex Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, hanno persino proposto di sospendere l’uso della moneta unica nel Paese martoriato.

Le dichiarazioni dell’uomo non sono giunte come un fulmine a ciel sereno. Come ha fatto notare una recente indagine della Cnbc, l’Ungheria ha avuto una relazione complicata con Bruxelles nel corso degli anni.

Nel 2014, solo per fare un esempio, l’UE ha minacciato di imporre sanzioni contro i membri della banca centrale, rei di non aver rispettato la legislazione europea. In alcuni casi, i legislatori del blocco hanno persino messo in discussione l’indipendenza dell’istituto che oggi si è scagliato con vigore contro l’euro.
 

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