L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 novembre 2019

Cinghiali sono tanti sono troppi

Emergenza cinghiali, gli italiani si schierano: vanno fermati

7 Novembre 2019 - 17:17 

Continua a far discutere l’emergenza cinghiali che secondo Coldiretti causa danni economici e alla salute. Circa l’81% degli italiani pensa che bisogna fare ricorso agli abbattimenti e invita la politica ad agire


Continua l’emergenza cinghiali in Italia che secondo Coldiretti causano ogni giorno almeno 200 milioni di euro di danni alle colture e non solo. Infatti a preoccupare sono soprattutto i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie e gli incidenti stradali in grande aumento.

Proprio per questo, secondo quanto espresso dal primo dossier redatto da Coldiretti e da Ixè sull’emergenza animali selvatici in Italia, oltre otto italiani su dieci, precisamente l’81%, pensa che la questione dei cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero.

Il dossier è stato presentato in occasione del blitz in Piazza Montecitorio migliaia di agricoltori, allevatori, pastori insieme al presidente della Coldiretti Ettore Prandini oltre a cittadini e rappresentanti delle istituzioni e dell’ambientalismo.

Emergenza cinghiali: limitare rischio di diffusione di malattie

L’allarme lanciato in questi giorni da Coldiretti e in generale dagli italiani è stato condiviso anche dall’Autorità per la sicurezza alimentare Europea (EFSA) che ha lanciato un appello urgente agli Stati dell’Unione Europea chiedendo misure straordinarie per:
evitare l’accesso dei cinghiali al cibo;
realizzare una riduzione del numero di capi per limitare il rischio di diffusione di malattie come la peste suina africana.

Come si evince dai dati della ricerca sviluppata da Coldiretti e Ixè, il 90% degli italiani afferma che la fauna selvatica rappresenta un grosso problema. In particolare, quella che più desta preoccupazione ai cittadini del Bel Paese - con una percentuale del 69% - è la presenza eccessiva di cinghiali.

Ma non è tutto. Infatti, il 58% degli italiani ritiene che i cinghiali siano troppo numerosi e li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati che si sono formati un’opinione.
Chi deve risolvere l’emergenza cinghiali?

Oltre ai dati finora esposti, il dossier sull’emergenza animali selvatici in Italia dimostra altri due dati molto importanti: il 62% degli italiani ha una reale paura dei cinghiali e il 48% non prenderebbe casa in una zona infestata proprio da questi animali.

Alla domanda su chi debba risolvere l’emergenza cinghiali, il 53% degli italiani ritiene che spetti alle Regioni, mentre per un 25% è compito del Governo e un 22% tocca ai Comuni.

Come dichiara il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini “i risultati dell’indagine sono la prova evidente del fatto che ormai anche la maggioranza degli italiani considera l’eccessiva presenza degli animali selvatici come una vera e propria emergenza nazionale che incide sulla sicurezza delle persone oltre che sull’economia e sul lavoro, specie nelle zone più svantaggiate” .

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