L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 novembre 2019

Dalla Lega e dal suo fanfulla nulla di nuovo sotto le stelle è nel loro Dna truffare imbrogliare essere l'altra faccia della medesima medaglia neoliberista

Come la Lega avrebbe investito (contro la legge) 300.000 euro in bond di ArcelorMittal


8 Novembre 2019 - 15:53 

Mentre si cerca ancora una soluzione al caso Ilva, i 5 Stelle attaccano la Lega per un presunto investimento di 300.000 in bond di ArcelorMittal: oltre all’imbarazzo politico, la cosa sarebbe anche vietata per un partito da una legge del 2012.


“La Lega ha investito 300.000 euro in bond di ArcelorMittal”. Durante le infuocate discussioni in merito alla vicenda Ilva, questa è la “bomba” che è stata sganciata dal viceministro pentastellato all’Economia Stefano Buffagni: “Spero che a questo punto pensino ai lavoratori e non ai soldi che hanno investito”.

A dire il vero lo scoop è stato fatto dai due giornalisti de L’Espresso Giovanni Tizian e Stefano Vergine, che nel loro libro Il libro nero della Lega uscito a febbraio oltre che raccontare della storia Metropol-Savoini parlavano anche di come la Lega avesse investito oltre 5,7 milioni di euro in bond.

Con tanto di documenti alla mano, i due giornalisti rivelavano l’esistenza dei 300.000 euro in bond di ArcelorMittal, il colosso franco-indiano proprietario dell’Ilva e che ora vuole recedere dal contratto se non gli sarà concesso lo scudo penale e la possibilità di rivedere il piano industriale con tanto di 5.000 esuberi tra i lavoratori.

“Chieda all’amministratore, io non mi occupo di Borsa, mi occupo di politica” è stata la risposta di Matteo Salvini a chi gli ha adesso chiesto lumi su questa vicenda, con una legge del 2012 che comunque vieta ai partiti di investire in strumenti finanziari che siano diversi dai titoli di Stato dei Paesi dell’UE.

La Lega e il presunto bond da 300.000 euro di ArcelorMittal

Con la decisione di recedere dal contratto sottoscritto soltanto un anno fa, ArcelorMittal vuole uscire fuori dalla gestione dell’Ilva fornendo come motivazione la revoca dello scudo penale e la decisione del Tribunale di Taranto di chiudere l’altoforno 2, che di fatto renderebbe impossibile rispettare il contratto di produzione.

La verità però potrebbe essere un’altra: complice anche la crisi mondiale nel settore dell’acciaio, ArcelorMittal in un anno avrebbe già perso con l’Ilva 1 miliardo e per andare avanti vorrebbe diminuire la produzione con relativi 5.000 esuberi tra i lavoratori, altrimenti arrivederci a grazie.

Una questione che ha provocato immancabilmente una dura polemica anche politica, con la Lega in prima fila nell’attaccare il governo reo di aver creato i presupposti con la revoca dello scudo penale (in verità misura votata anche dalla Lega quando era al governo con i 5 Stelle) per una fuga del colosso franco-indiano.

Adesso però si sta tornando a parlare anche di un’altra vicenda, passata sotto traccia al momento della sua denuncia un po’ come il caso Metropol ma che ora potrebbe portare a più di un grattacapo per Matteo Salvini.

Fonte Twitter

Stando ai documenti rivelati da Giovanni Tizian e Stefano Vergine nel loro libro, in barba alla legge che lo vieta la Lega avrebbe investito come si può vedere dal promemoria datato maggio 2014 oltre 5,7 milioni in obbligazioni.

Per quanto riguarda ArcelorMittal il Carroccio avrebbe investito in totale 300.000 euro, con Matteo Salvini che si è difeso sulla falsa riga della vicenda Russia dicendo di chiedere conto all’amministratore in quanto “ho 10.000 euro in azioni e non ne ho di ArcelorMittal”.

Sarebbe necessario a riguardo per fugare ogni dubbio un chiarimento di Giuliano Centemero, il tesoriere della Lega al centro di alcune indagini sui presunti finanziamenti illeciti ricevuti dalla onlus PiùVoci, legata al Carroccio, da parte del costruttore Luca Parnasi e di Bernardo Caprotti creatore di Esselunga venuto a mancare nel 2016.

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