L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 novembre 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - troppo rozzi gli statunitensi per vincerla

Il dominio del dollaro USA finirà? Una previsione in 3 punti

18 Novembre 2019 - 09:03 

Il dominio del dollaro USA finirà? Un previsione spiegata in 3 punti


Tra gli analisti economico-finanziari ci si chiede se il dominio del dollaro USA finirà nel lungo periodo. Nonostante il biglietto verde continui a padroneggiare la scena degli scambi commerciali e a rappresentare la valuta di riserva di maggior peso, emergono segnali su un suo possibile indebolimento.

Se, da una parte, la Cina ha già iniziato il suo piano per internazionalizzare lo yuan, dall’altra l’andamento economico interno degli USA e i trend a livello globale suggeriscono alcune riflessioni.

Mark Haefele di UBS, come riportato da Milano Finanza, ha tracciato un quadro generale per comprendere se, quando e in quali condizioni il dominio del dollaro finirà.

Il dominio del dollaro USA finirà? L’ipotesi in 3 dinamiche di mercato

I dati sull’andamento del biglietto verde rivelano che la valuta USA si è rafforzata negli ultimi 10 anni: il Dollar Index si è apprezzato del 36% rispetto al 2008.

Anche analizzando i numeri sul commercio globale, il dominio del dollaro appare incontrastato. Secondo i dati di Bank for International Settlements, infatti, all’inizio del 2019 gli scambi in valuta USA a livello mondiale hanno raggiunto il valore di 5.800 miliardi di dollari su un totale di 6.600 miliardi dollari.

Inoltre, nel 2018, gli USA hanno raggiunto circa il 40% della capitalizzazione del mercato azionario e delle emissioni sugli indici obbligazionari a livello globale.

Lo scenario, dunque, disegna una condizione di mercato ancora favorevole al ruolo da protagonista del dollaro. Un’analisi a lungo termine, però, potrebbe suggerire un’altra prospettiva.

L’osservazione di Mark Haefele di UBS, dunque, si concentra su 3 dinamiche del mercato che potrebbero confermare che il dominio del dollaro finirà.

1. Debito interno USA e guerra dei dazi

Un primo trend interessante riguarda la politica interna degli USA. A seguito dei toni populisti e nazionalisti dell’amministrazione Trump, della guerra commerciale innescata da Washington con la Cina e della crescita del debito, sono emersi timori sulla tenuta economica e sul regime fiscale statunitense.

A preoccupare maggiormente gli analisti è il livello raggiunto dal debito pubblico su quota 23.000 miliardi di dollari. L’imposizione di tariffe doganali, inoltre, è stata rafforzata con la presidenza repubblicana, e ha generato destabilizzazioni a livello globale ancora in atto.

Di conseguenza, lo scetticismo sulla dipendenza dal dollaro sta aumentando.

2. Nuovo ordine mondiale

Il secondo punto dell’analisi ha riguardato i continui mutamenti che stanno interessando soprattutto l’ordine economico dell’intero globo. I rapporti commerciali e le dinamiche finanziarie, infatti sono sempre più complessi e vedono come protagonisti Stati diversi dalle tradizionali potenze, che vogliono emergere con i loro interessi nazionali.

La crescita economica globale è sempre più concentrata nella parte orientale del mondo, con la Cina in grande avanzata. Nei settori strategici come la tecnologia, Pechino sta raggiungendo posizioni di potere importanti. La sua moneta, infatti, potrebbe verosimilmente assumere un ruolo cruciale come valuta di riferimento nel futuro, anche se ancora lontano.

3.Verso un sistema più equilibrato

Anche se il dominio del dollaro USA finirà in una prospettiva futura, il passaggio dall’egemonia di una valuta ad un’altra non avverrà in tempi brevi.

Tutti gli Stati, dunque, dovrebbero cogliere i segnali evidenti di un cambiamento per poter costruire un sistema di rapporti economici più equilibrato ed efficace.

Nell’evenienza di un futuro allontanamento dalla valuta USA, si potrebbe così operare in condizioni finanziarie meno instabili di oggi e con maggiore garanzie di sviluppo.

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