L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 novembre 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - ci vogliono raccontare che non sono in guerra come se questa si facesse solo con le bombe e il rombo degli aerei. Cialtroni

Stati Uniti e Cina sull’orlo di una guerra fredda? Esperto cinese commenta Kissinger

© Sputnik . Alexey Nikolsky

21:17 23.11.2019

Cina e Stati Uniti sarebbero sull'orlo di una guerra fredda ma possono ancora far fronte alle tensioni. Lo aveva affermato giovedì al New Economy Forum di Pechino Henry Kissinger. Oggi l’accademico cinese Zhu Feng in un'intervista a Sputnik, ha aggiunto i suoi commenti sul tema.

Nel suo discorso di benvenuto all'apertura del Forum della New Economy a Pechino, il vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Wang Qishan, ha sottolineato che l'attuale ordine mondiale è in pericolo ma che la Cina continuerà a perseguire politiche di riforma, a rafforzare il suo ruolo cruciale sul mercato delle risorse e ad aderire al percorso di sviluppo pacifico.

L'ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che era presente al forum, ha osservato che gli Stati Uniti e la Cina sono ora sull'orlo di una guerra fredda.
"Ciò rende, a mio avviso, particolarmente importante che un periodo di relativa tensione sia seguito da uno sforzo esplicito per capire quali siano le cause politiche e da un impegno di entrambe le parti volto a cercare di superarle", ha detto Kissinger in una sessione del Nuovo Forum sull'economia.

"Non è ancora troppo tardi per rimediare poiché siamo ancora ai primordi di una guerra fredda. [Stati come gli Stati Uniti e la Cina] tendono a pestarsi i piedi l'un l'altro, per questo è importante essere consapevoli delle intenzioni reciproche”, ha affermato.

© AP PHOTO / SUSAN WALSH


“Gli Stati Uniti, per qualche ragione, giudicano erroneamente le capacità della Cina, considerandola un rivale strategico”, ha commentato a Sputnik il direttore del Centro studi per le relazioni internazionali dell’Università di Nanchino, Zhu Feng.

"Penso che gli Stati Uniti, in particolare l'amministrazione Trump, dovrebbero valutare correttamente le capacità della Cina e sviluppare politiche adeguate. Ora Washington vede la Cina come una forza che ha pareggiato, o addirittura sorpassato, gli Stati Uniti. Ma in realtà, gli Stati Uniti sono ancora superiori alla Cina in molte aree, quindi gli Stati Uniti non sono realistici nelle loro valutazioni sulla Cina. Una reazione troppo attiva degli Stati Uniti porta al fatto di percepire le relazioni con la Cina esclusivamente in modo negativo. Sebbene sia improbabile una completa trasformazione dell'atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti della Cina, l'America deve ancora rendersi conto che la rivalità strategica su larga scala con la Cina danneggerà non solo gli Stati Uniti e le relazioni bilaterali, ma comprometterà anche la stabilità e la prosperità di tutto il mondo. Sarebbe piuttosto necessario valutare adeguatamente le relazioni di concorrenza sino-americane".

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