L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 novembre 2019

Fiera di Shanghai seconda edizione

Mondo
Macron e Di Maio, come Francia e Italia guardano (diversamente?) alla Cina

di Giusy Caretto
4 novembre 2019



A rappresentare l’Italia alla maxi Fiera di Shanghai ci sarà il ministro Di Maio. Per la Francia ci sarà addirittura il presidente Emmanuel Macron. Però Francia e Germania accusano il nostro Paese di amoreggiare troppo con la Cina…
L’Italia sarà, insieme alla Francia (e non solo), l’ospite d’onore della seconda edizione del China International Import Expo, che si terrà a Shanghai dal 5 al 10 novembre e dove parteciperanno, tra gli altri, Leonardo, Ferrero, Dolce e Gabbana e Pasta Riscossa (qui i dettagli).

Al CIIE, a rappresentare l’Italia e le sue aziende, istituzionalmente parlando, ci sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Per la Francia ci sarà il Presidente Emmanuel Macron in persona. Che l’Italia, visto la scelta di chi inviare in rappresentanza, dia alla kermesse un peso diverso da quello dato dalla Francia? Ad ipotizzarlo è stato nelle scorse ore Michele Geraci (Lega), ex sottosegretario allo Sviluppo economico con Di Maio nel governo M5s-Lega. Andiamo per gradi.

LUIGI DI MAIO A SHANGAI

Di Maio, secondo quanto comunicato dalla Farnesina, ha già incontrato oggi il Consigliere di Stato e Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi. I due si sono impegnati a “favorire lo sviluppo di iniziative congiunte in Cina e nei mercati terzi e a rimuovere le barriere tariffarie e non tariffarie per semplificare l’accesso al mercato cinese dei prodotti italiani”. 

TOUR ED INTERVENTO DI DI MAIO

Non solo. Il ministro degli Esteri effettuerà un tour ufficiale dell’Expo assieme a Xi e interverrà al forum “E-commerce in the digital era”, uno dei cinque momenti in cui si svilupperà lo Hongqiao International Economic Forum, collegato alla manifestazione.

Di Maio, poi, ha fissato degli incontri con i cittadini italiani che vivono nel paese asiatico e anche gli esponenti della comunità italiana d’affari di Shanghai.

OCCASIONE PER L’ITALIA E LE SUE IMPRESE

La manifestazione di Shanghai, dove l’Italia è partner, “rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane per farsi conoscere sia agli operatori specializzati che al grande pubblico. Non è una fiera come tutte le altre, ma un’idea dello stesso presidente Xi che ha personalmente voluto istituire questa kermesse, oggi alla seconda edizione. Grazie al famoso Memorandum Via della Seta da me personalmente voluto e grazie al lavoro della nostra ambasciata in Cina, quest’anno l’Itala è ospite d’onore e sarà sotto il radar degli esponenti politici, dei media cinesi e del grande pubblico”, ha commentato Michele Geraci (Lega), ex sottosegretario allo Sviluppo economico con Di Maio nel governo M5s-Lega.

OPPORTUNITÀ DA NON FARSI SCAPPARE

Geraci ha poi invitato tutti a fare “attenzione” e “a non farsi sfuggire anche questa grande occasione. Il modo di condurre affari in Cina è molto diverso da come si usa fare in occidente ed è facile scivolare su bucce di banane. Spero gli attuali membri del governo sappiano cosa fare”.

ITALIA HA “DIMINUITO” PRESENZA?

E quindi il dubbio di Geraci: “È un gran peccato che mentre la Francia è presente con Macron, l’Italia invece di intensificare la propria presenza l’ha addirittura diminuita passando da un vice-Premier e due sottosegretari dell’anno scorso, me compreso, al solo ministro degli Esteri. I cinesi potrebbero percepire in questo uno scarso interesse, poi è chiaro che la Francia esporta in Cina più di noi. Io sarò presente in veste di conoscitore della Cina per dare una mano alle nostre Pmi che sono presenti all’Expo”.

ITALIA: MOMENTO PROPIZIO PER LE NOSTRE AZIENDE

“L’Italia può approfittare della temporanea guerriglia (tra Usa e Cina, ndr) proprio perché i prodotti italiani, di qualità superiore, possono meglio ‘scavalcare’ la presenza di dazi attraverso azioni di marketing mirate con enfasi sulla qualità, ma anche sussidi all’export, laddove temporaneamente utile”, ha concluso l’ex sottosegretario allo Sviluppo economico. 

LA PRESENZA FRANCESE AL CIIE

Per la Francia, parteciperanno alla manifestazione sei regioni francesi e istituzioni pubbliche, tra cui la Regione di Parigi e il France Sport Club. All’esposizione ci saranno 17 aziende famose, come Air Liquide, Saint-Gobain e Societe Generale e nel padiglione dedicato alla regione D’Oltralpe, nella 6 giorni, si terranno oltre 50 attività a tema innovazione.
 

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