L'albero della storia è sempre verde

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"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 novembre 2019

Forza Italia e Lega si sono pappati Venezia con il Mose, sempre stati l'altra faccia della medaglia del corrotto euroimbecille Pd

Mose Venezia: costi e quando sarà pronto

13 Novembre 2019 - 13:26 

Venezia aspetta da anni che il Mose possa entrare in funzione: i costi del progetto e quando è prevista la fine dei lavori di questo sistema che dovrebbe proteggere la città lagunare dall’alta marea.


L’obiettivo del Mose è più che ambizioso: isolare in caso di necessità la laguna di Venezia dal mare aperto, evitando così l’allagamento della città durante i fenomeni di alta marea come quello che si è appena verificato e che al momento ha provocato due vittime e ingenti danni anche al patrimonio artistico della Serenissima.

Peccato che i lavori iniziati nel lontano 2003 non siano ancora stati terminati nonostante l’iniziale fine dei lavori prevista per il 2016. Se tutto dovesse procedere secondo i piani, il Mose adesso potrebbe essere inaugurato nel 2022 con ben sei anni di ritardo.

Ad aumentare però oltre ai tempi per la realizzazione sono stati negli anni anche i costi, con tanto di immancabile scandalo giudiziario che nel 2014 ha portato a oltre 30 arresti rendendo necessaria la gestione straordinaria da parte dello Stato per poter portare a termine i lavori.

I costi del Mose di Venezia

Anche se il nome può apparire come un riferimento biblico in questo caso più che a tema, il termine MO.S.E. sta per Modulo Sperimentale Elettromeccanico, poi semplificato nell’uso comune in Mose.

Lo scopo del progetto è quello di installare una serie di paratoie mobili nei tre varchi (Lido, Malamocco e Chioggia) che collegano la laguna di Venezia al mare aperto, detti anche “bocche di porto”.


Queste dighe mobili dovrebbero entrare in funzione in presenza di maree superiori ai 110 cm, proteggendo così Venezia fino ai 300 cm di acqua alta. Un sistema che se in funzione avrebbe evitato il recente allagamento della città, visto che la marea ha toccato i 160 cm.

Dopo l’alluvione del 1966, l’idea del Mose ha preso piede negli anni ‘80 con il progetto iniziale che prevedeva costi pari a 3.200 miliardi di lire. Con i lavori iniziati nel 2013, al momento però sono stati spesi 5,493 miliardi di euro per la realizzazione del 90% dell’opera.

In totale però nel bilancio del Consorzio Venezia Nuova (concessionario dell’opera) sono stati iscritti lavori per un costo di quasi 7 miliardi di euro. Quando entrerà in funzione, si stima poi che la manutenzione del Mose costerà 100 milioni di euro l’anno.
Quando sarà pronto

Nel 2013 quando sono iniziati i lavori per il Mose, si era indicato come termine per le installazioni delle complessive 78 paratoie quello del 2016. L’opera però sedici anni dopo risulta completata per il 90% e quindi non ancora in funzione.

A dilatare i tempi sono state tutta una serie di criticità emerse durante i lavori e anche lo scandalo giudiziario del 2014, con l’arresto di 35 persone accusate a vario titolo di corruzione e finanziamento illecito ai partiti.

Tra le persone coinvolte anche Giancarlo Galan, esponente all’epoca di Forza Italia detto anche Il Doge per essere stato dal 1995 al 2010 il governatore del Veneto, che poi ha patteggiato una condanna a 2 anni e 10 mesi con la restituzione di 2,5 milioni.

Una vicenda questa che ha coinvolto parte dei vertici del Consorzio, tanto che si è reso necessario l’intervento dello Stato con la gestione passata poi a dei commissari straordinari per permettere il prosieguo del progetto.

Al momento non c’è una data certa per la fine dei lavori, visto che l’ultima scadenza del 31 dicembre 2021 quasi certamente non sarà rispettata, con l’inaugurazione che di conseguenza non dovrebbe avvenire prima del 2022.

2 commenti:

  1. purtroppo le Opere Pubbliche indispensabili in Italia sono realizzate , quando realizzate, con grave ritardo e costi esorbitanti per via delle corrutele politiche ed imprenditoriali

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  2. spiace ricordare che uno dei rari periodici storici in cui le Opere Pubbliche in Italia erano realizzate presto e bene era ai tempi del Fascismo, a riprova del fatto che purtroppo i metodi autoritari funzionano meglio tante volte del temporeggiamento delle moderne false democrazie

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