L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 novembre 2019

Gli Stati Uniti hanno invaso la Siria e non se ne vogliono andare


Siria, Pentagono: manterremo 600 soldati 

'Ma numeri potrebbero cambiare con rinforzi da alleati europei' 

© ANSA/AP

Redazione ANSAWASHINGTON
14 novembre 201904:25NEWS

(ANSA) - WASHINGTON, 14 NOV - Gli Stati Uniti manterranno complessivamente circa 600 soldati in Siria. Lo ha annunciato il capo del Pentagono, Mark Esper, durante il suo viaggio a Seul, dove inizia un tour in Asia.

Esper ha tuttavia precisato che i numeri potrebbero cambiare, ad esempio se gli alleati europei rafforzeranno la loro presenza in Siria. Una risposta potrebbe arrivare oggi dal vertice a Washington dei ministri degli Esteri della coalizione globale anti Isis, a cui partecipa anche Luigi Di Maio.

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