L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 novembre 2019

Il falso ideologico M5S costola del corrotto euroimbecille Pd

POLITICA
Lunedì, 25 novembre 2019 - 19:37:00
Sovranisti quattro italiani su dieci. Fuga dal M5S ormai 'costola' del Pd

Il video Di Maio-Grillo non risolve le tensioni nei grillini

di Alberto Maggi


La percentuale di sovranisti in Italia oscilla tra il 35 e il 40%. Lo rivela ad Affaritaliani.it il sondaggista Renato Mannheimer (Eumetra MR). Un bacino molto ampio di persone ed elettori che ritengono che l'Italia debba contare di più e riacquisire una parte di poteri ceduta nel corso degli anni all'Unione europea. Il punto interessante - sempre secondo le ricerche di Mannheimer - è che i sovranisti sono trasversali. Ovviamente sono maggiormente presenti in partiti come la Lega e Fratelli d'Italia ma un sentimento di scetticismo nei confronti dell'Ue e della globalizzazione finanziaria c'è in tutti i partiti, Pd compreso. E, al contrario, come spiega Nicola Piepoli, non tutti gli elettori di Salvini e della Meloni sono sovranisti. In molti infatti votano Lega e FdI per altri motivi.



Anche nel Movimento 5 Stelle resta una fetta non maggioritaria ma consistente di critici nei confronti di Bruxelles. Ed essendo i pentastellati in forte difficoltà, come rivelano tutti i sondaggi, il bacino di crescita per Vox Italia - il nuovo partito lanciato domenica a Milano e che ha come ideologo Diego Fusaro - tra i delusi grillini è reale, anche se - spiegano gli esperti di sondaggi - dovrà essere in grado di rendersi visibile e di fronteggiare la concorrenza del Carroccio e di Fratelli d'Italia che stanno raccogliendo molti ex elettori del M5S. Ma, potenzialmente, i margini di crescita per Vox Italia ci sono tutti.

Tornando ai 5 Stelle, secondo Mannheimer, il video di sabato scorso con Luigi Di Maio e Beppe Grillo ha evidenziato le differenze all'interno del Movimento assestando un colpo all'autorità del Movimento 5 Stelle. Di Maio insomma appare sempre più in difficoltà soprattutto in termini di leadership interna, tanto che il fondatore del M5S è dovuto intervenire arrivando a dire di 'non rompere i coglioni'. Un segno di debolezza, non di forza. E Alessandro Di Battista? Secondo Mannheimer rappresenta un'altra corrente dei 5 Stelle che potrebbe attirare consensi che però, almeno al momento, ha deciso di chiamarsi fuori dalla partita.

Mannheimer è convinto che ormai il cammino sia quasi segnato e cioè far diventare il M5S una sorta di costola del Pd, e forse anche questa è la convinzione di Grillo (rafforzata dopo il video di sabato scorso). Non solo. Anche tra i Dem sono in molti a pensare che i pentastellati possano diventare una specie di LeU e di partito a sinistra del Pd. E la conseguenza, ovvia, è che una fetta di elettori grillini (sovranisti e non solo) emigrino verso altre formazioni politiche, tra le quali la Lega, Fratelli d'Italia e, perché no, la neo-nata Vox Italia.

NUOVO SILURO DEL SENATORE GIARRUSSO A DI MAIO - "Qui passiamo da un cerchietto a un cerchione", afferma il senatore del M5S Mario Michele Giarrusso ad Affaritaliani.it commentando l'ipotesi riportata dal Corriere della Sera e che prevederebbe una gestione collegiale a sei dei 5 Stelle. "Non va bene", scandisce Giarrusso. "La gestione collegiale deve essere democratica, condivisa e votata. Ma non votata così a caso, bensì decisa dai gruppi parlamentari".

Grillo? "Sta cercando di mettere una pezza commissariando di fatto Di Maio, ma se la soluzione è quella che scrive il Corriere la toppa è peggio del buco. Chiediamo una condivisione vera e non nuovi cerchi magici. Magari funzionava con Bossi, ma il nostro è sfigato. Il rischio è quello di passare dal cerchietto al cerchione fino al cerchio magico sfigato", conclude Giarrusso.

LE PAROLE DEL PREMIER/ CONTE: M5S ATTRAVERSA TRANSIZIONE, SPERO PROCESSO RILANCIO SI CONCLUDA AL PIU' PRESTO - "Il M5S sta attraversando una fase di transizione, tutte le varie anime stanno venendo fuori. Ecco perché auspico che si realizzi al più presto questo RILANCIO". Lo ha detto ad Adnkronos Live il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E sul ruolo di Di Maio, capo politico del Movimento, il premier osserva: "Farsi interprete di queste differenti anime non è semplicissimo".

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