L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 novembre 2019

Il neoliberismo brucia le foreste

Amazzonia: con Bolsonaro la deforestazione è ai massimi dagli anni ‘90

Alice Mattei 
19 novembre 2019

Foto JOHANNES MYBURGH/AFP via Getty Images

Il presidente brasiliano Bolsonaro aveva detto, in campagna elettorale, che la protezione della foresta amazzonica non era tra le sue priorità. E’ stato di parola. Secondo i dati resi noti dal Governo brasiliano stesso, la deforestazione nella foresta pluviale amazzonica brasiliana è salita al suo massimo in oltre un decennio. L’agenzia di ricerca spaziale INPE (National Institute for Space Research ) del Brasile ha affermato che la deforestazione ha raggiunto 9.762 chilometri quadrati , con un aumento del 29,5%, nell’ultimo anno. Questo è il peggior livello di deforestazione dal 2008 e il più veloce dagli anni ‘90.

Il ministro dell’Ambiente Ricardo Salles ha affermato che l’aumento della deforestazione ha mostrato la necessità di una nuova strategia per combattere il disboscamento illegale, l’estrazione mineraria e il land grabbing, che a suo dire, sarebbero la causa principale dell’aumento della deforestazione. Sempre secondo il Ministro, tutte le opzioni sono sul tavolo per contrastare il fenomeno, inclusa l’attivazione dell’esercito. Nonostante questo Greenpeace si è detta convinta che la responsabilità dell’aumento del disboscamento sia di Bolsonaro che, con la sua retorica, avrebbe incoraggiato minatori e agricoltori illegali e creato un clima di impunità per coloro che abbattono illegalmente la foresta. “Il governo di Bolsonaro è responsabile di ogni centimetro di foresta distrutta. Questo governo oggi è il peggior nemico dell’Amazzonia”, ha dichiarato Marcio Astrini, coordinatore delle politiche pubbliche di Greenpeace. L’Osservatorio sul clima brasiliano, una rete di organizzazioni non governative che include Greenpeace, ha affermato che l’aumento della deforestazione nel 2019 è stato il più veloce in termini percentuali dagli anni ’90 e il terzo più veloce di tutti i tempi.

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